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La MIA recensione di..: “Universo Vegano” (2)

Compiaciuta ed esaltata per aver provato il giovedì precedente, l’ultima location di Universo Vegano, lunedì 12 agosto decido di scoprire anche la prima location milanesi, quella in Ripa di Porta Ticinese 49.

1 – Come raggiunderla: effettivamente è pratico. Collocato in zona Navigli, quindi in una delle zone della movida milanese, sicuramente molto frequentata, ci si arriva con praticità, coi mezzi con la Metropolitana linea verde M1, scendendo alla fermata Porta Genova e, poi, con una decina di minuti a piedi, ci siete. In auto, facilissimo, percorrendo la circonvallazione, ci metti poco; poi, però il parcheggio è un terno al lotto. Ho davvero avuto la mia solita fortuna, a trovarlo al primo colpo, nonostante fossero anni che non andavo più sui Navigli.

2 – Mi aspettavo di trovare un posto almeno leggermente più grande della location in zona Piazza Firenze, invece, al contrario, ci è sembrato anche più piccolo.

3 – Niente vetri a trasparenza della cucina, poichè la cucina è prét-a-portè al bancone.

4 – Le zanzare hanno reso impossibile la nostra cena con tempi rilassati, ma ci hanno costretti alla pronta fuga, non appena abbiamo mandato già il nostro pasto. Ora, capisco sia collocato, dove le zanzare sono un must, ma, innanzitutto, all’altra location ci sono andata con l’acquazzone e non ho visto nemmeno una zanzara, quindi hanno fatto qualche cosa e allora non capisco, perchè non sia stato fatto lo stesso qui; poi, i Navigli sono, per definizione, il luogo dei locali, quindi anche gli altri locali si imbattono nelle zanzare, eppure vi si può mangiare e rimanere in tranquillità. Se vi sono inconvenienti, come quelli delle zanzare, è chiaro che il cliente non vi torna più e così faremo di certo Dan e io, ma questo per tutto quello che leggerete in questo mio articolo.

5 – Al bancone, diversamente dall’altro locale, credo che tutti i prodotti fossero esposti là (dico “credo”, perché ciò che ho notato io son state le crocchette di patate e le polpette di soia e I son bastate queste. Sembrava le avessero appena prese all’ingrosso, messe là per sbattersi di meno, apportando una fessura nella plastica ermetica, per prelevarne man mano davanti al cliente, tra l’altro, anch’essi alla mercé delle zanzare, che potevano finirvi dentro senza che alcuno se ne accorgesse), ma all’interno delle vaschette preconfezionate dell’acquisto. Gesto grossolano, per niente invitante e di sicuro messaggero di negatività, poiché fa pensare a menefreghismo, poca voglia di fare (perché evidentemente richiede un po’ di sbattimento), incuria (perché quando si ripongono così che le cose, è indice che se ne è preoccupati e che la stessa incuria viene riservata al cliente..ed è, infatti, andata così), disinteresse totale di quello che può esser l’opinione del cliente pagante e non più tornante. L’occhio vuole sì la sua parte, quindi non era così faticoso estrarre i prodotti dalle confezioni all’ingrosso e riporli in qualche buon contenitore o, semplicemente, nel frigorifero.

6 – Sempre a differenza dell’altra location, qui non accettano i ticket restaurant, ma o tutti o nessuno, quindi se qualcuno di lori li prende, devono farlo tutti i punti, perchè, non essendo decisioni prese dai singoli, queste rientrano tra le scelte aziendali e devono esser per tutti. Anche perché, trattandosi di clientela ancora di nicchia, il passaparola è rapidissimo e incongruenze o disparità non sono mai ben accette dai clienti, quindi si perde clientela, specie se un cliente ha già avuto un’esperienza da una parte, si aspetta di trovare pari (se non addirittura migliori) condizioni in tutti i punti, altrimenti la delusione non lo fa tornare più.

7 – Dopo la mia prima esperienza positiva con questa catena, quando decisi di sperimentare in un altro loro punto, visitai il loro sito www.universovegano.it, in cui, a proposito del punto sui Navigli, dice: “è possibile gustare i migliori panini e PIATTI VEGANI ANCHE AL TAVOLO”. FALSO! Il messaggio è assolutamente fuorviante e ingannevole, degno di controllo e richiami di associazioni come Altroconsumo. Non esistono piatti vegani, ma solo identiche offerte come l’altro punto, ovvero panini/hamburgher, “veghine”, cioè varianti vegane della piadina, le polpette di soia, le crocchette di patate e l’insalatona, mentre Anna e io avevamo palesemente inteso che vi fossero veri e proprie portate o, comunque, piatti, come scrivono loro; inoltre, se leggi “tavoli”, ti vien da pensare a tavoli a mo’ di ristorante o simile, comunque a qualcosa di comodo, dove passare un piacevole pasto, invece vi sono circa 4 tavoli quadrati, di quelli alti, che necessitano lo sgabello, sgabello sul quale non ci passi tutto il tempo di una cena, perché rimane uno sgabello, non una comoda sedia e questi tavoli sono così appiccicati, che una persona non vi passa, senza aver prima disturbato i vicini e averli costretti a spostare loro, ma, soprattutto, l’intero tavolo. Guai, quindi, se devi andare al bagno e rifare questo trasloco, che coinvolge tutti.

8 – Ho appena nominato il bagno ed ebbene sì: qui hanno il bagno, una delle uniche due note positive…ma qual’era la prima? Boh, non ricordo più, troppo messa in cattiva luce dal resto. Qui hanno il bagno, però ha più l’aria del bagno/ripostiglio di servizio, che quello a uso della clientela.

9 – Il commesso/cuoco/factotum: bocciato a pieni voti!!!! Non aveva affatto voglia di stare là, era stanco, scazzato, disinteressato. Molto distratto dall’amico, che lo teneva a chiacchierare alla cassa ed era più si suo interesse, che non arrivasse un nuovo cliente o un nuovo ordine, per potersi consumare in santa pace la sua sigaretta, fuori, appoggiato alla ringhiera, dopo la cui sigaretta non abbiamo affatto visto lavarsi le mani, prima di toccare il cibo. Non sapeva prendere le comande, per cui ti chiedeva chiarimenti, per non capirli ugualmente e alla fine non ci aveva preparato una delle cose ordinate e un’altra l’aveva sbagliata…poi, la mia veghina al cioccolato era pure finita e ce lo ha detto, dopo aver pagato. Lo scazzo lo trasferiva nel prodotto finito, mal presentato e tutti schiacciati. Il mega hamburgher di Dan, di cui potevo fare un confronto con quello ordinato da Anna nell’altro punto, sembrava più un doppio toast rotondo, per quanto era schiacciato, giuro! Dan era molto deluso. Mi diceva ciò che pensava in inglese e il ragazzo, che ha capito qualcosa, se ne è risentito molto, invece di rendersi conto del pessimo servizio che stava prestando…eravamo solo in tre coppie di clienti, quindi non aveva nemmeno la scusante di un eccessivo afflusso.

10 – al momento del pagamento finale, Dan stava lasciandogli ugualmente la mancia, perché educato e abituato a un contesto internazionale. Il ragazzo, davvero tanto risentito, ha rifiutato poco carinamente, con frase infelici e da zitella acida, del tipo: “ah, non sono 50?” “No, grazie, il mio stipendio mi basta, non ho bisogno, buona serata”…così abbiamo donato la sua mancia all’ambulante con le rose e là non ci torniamo più.

11 – devo pure dargli un voto????? Naaaa 

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