Vogue Fashion’s Night Out Sept. 17 2013 Milano – A Global Celebration of Fashion..secondo ME :-p

Martedì c’é stata questa favolosa notte bianca milanese tutta dedita alla Moda e con essa, han fatto da sfondo negozi aperti fino a tardi, locali che non ho mai visti aperti, altri che conoscevo, ma figuriamoci a vederli aperti fino a quell’ora, tanta musica, tantissimo alcol (wow, mai vista Milano così piena di bicchieri di birra, vino, spumante, etc etc, come questa notte) e, soprattutto, tutta quella gente. Fiumare di persone che invadevano le strade di Milano, che spettacolo. Sì, proprio le persone sono state le vere protagoniste di questa notte bianca milanese.

Io, purtroppo, ho goduto di tutto ciò solo verso la fine e solo di questi frangenti vi riporto le mie narrazioni, perché prima..beh, prima c’era una sveglia alle 4.30, il lavoro sui treni, il rientro a casa, durante il quale aiutare il mio papà per un imprevisto non ha poco ha avuto la priorità su quel comodissimo letto che speravo di poter almeno stropicciare per un nap, un pisolino rigenerante…speravo in almeno 20 minuti di ristoro…macché..subito dopo mi aspettava l’altra attività, Ipernetwork e, finito alle 22.30 circa…di corsa alla notte bianca!!!! Io non so, ahimé, una che si concede affatto vita il mondana, che secondo me ogni tanto non guasta, quindi questa era la volta buona..certo, 3 giorni di levatacce, scarso sonno e tanto da fare si accusano prima o poi, ma non era ancora il momento di sventolare la bandiera bianca, perché parliamoci chiaro, eventi del genere sono sporadici, se non talvolta rari, in più quante volte mi puó capitare di…evento interessante + io non a lavoro + non levataccia il giorno dopo + etc etc…ok, non c’era da pensarci: vado!!!!

Arrivo, così, non so a che ora, dopo le 23. Parcheggio. Con grande fatica, finalmente parcheggio. Questo mi diede già molto da pensare. Mi avvio a piedi e lungo il cammino mi imbatto in sporadiche figure bizzarre, vani tentativi di esser eleganti mal riusciti, con alcuni esiti sul volgare andate, velati da inconsapevolezza di come si erano davvero conciati.

Onestamente non sapevo cosa mi aspettava. Ero completamente ignara di cosa mi si sarebbe prospettato. Come una bimba, avevo gli occhi sgranati per godere di ogni sorpresa. Si può dire che fossi pura e completamente in ascolto. Le uniche info/coordinate in mio possesso erano:

– Milano by night
– Moda
– negozi aperti fino alle 2
– stop.

Tutto il resto era…magia!

Già, perché la sottoscritta ha vissuto una magia di una Milano incantata, quasi fatata, piena di vita, piena di gioia ed euforia.

Calcolando che la notte bianca credo abbia avuto inizio alle 19, ho sicuramente perso molto, ho perso il clou. Se, quindi, essermi vissuta solo le ultime 3 ore, mi ha lasciata entusiasta a dire poco, non oso immaginare cosa ne sarebbe stato di me, se vi avessi preso parte sin da principio…scalpito al sol pensiero :-p

Tutti pensano, specie chi non vi abita, che Milano sia una vera città cosmopolita e sicuramente, dato il livello delle altre città italiane, a confronto lo é, ma, con mio stesso rammarico, non lo é. Milano é finta cosmopolita, con chiusure mentali inaspettate e, soprattutto, molto bigotta e finta perbenista, il tutto da considerarsi a confronto con quello che in realtà ci si aspetta da essa. Per farvi capire: se una persona cammina per New York o Londra abbigliata in maniera bizzarra o semi nuda, é praticamente normale, ma se ciò accade a Milano, cioé questa stessa persona cammina per Milano, strani sguardi circoscrivono la persona, viene additata, derisa, GIUDICATA e, una volta superata, viene dimenticata. Triste, molto triste. Invece, FINALMENTE Milano è stata DAVVERO sinceramente cosmopolita e sapete cosa vi dico??? Questi abiti le calzano a pennello, il miglior look che abbia mai indossato.

Strade ordinatamente bloccate alla circolazione stradale da sufficienti forze dell’ordine. Strade invase da incredibili fiumi di gente, che fluivano con incredibile ordine, seppur nel loro corso inarrestabile. Eleganza. Eleganza a go-go. Non mi soffermo su obiettiva o non obiettiva vera eleganza, ma vedere donne e uomini di qualunque età, quindi compresi ragazzi e ragazze, camminare addirittura in abito da sera come se fosse normale e come se si trovassero a una di quelle occasioni blasonate a cui uno qualunque si sognerebbe di parteciparvi, era piacevolmente surreale. Le principesse erano uscite dalle favole. Qualcuna da qualche incubo per l’inopportuna volgarità (io almeno son giustificata, non avendo specchio alcuno in cui riflettere cosa sto indossando, ma le altre, che suppongo esser più normali di me in questo e, quindi, hanno specchi in ogni dove…a che gli servono a fare???). Principi non ne ho di certo visti; di sicuro non principi azzurri, ma tanti cavalieri in abito nero, sì e che bello godere di piacere. Vedere finalmente ragazzi di giovane giovanissima età in abito nero e con atteggiamenti molto fini ed educati danno quel certo senso di speranza, quella sorta di possibilismo che fa sperare che vi sia ancora speranza tra i giovani, speranza che si possano elevare a qualcosa di meglio, a qualcosa di più, invece che allo “scialbismo” di cui si sono oggigiorno impregnati.

La MIA recensione di..: “Universo Vegano” (2)

Compiaciuta ed esaltata per aver provato il giovedì precedente, l’ultima location di Universo Vegano, lunedì 12 agosto decido di scoprire anche la prima location milanesi, quella in Ripa di Porta Ticinese 49.

1 – Come raggiunderla: effettivamente è pratico. Collocato in zona Navigli, quindi in una delle zone della movida milanese, sicuramente molto frequentata, ci si arriva con praticità, coi mezzi con la Metropolitana linea verde M1, scendendo alla fermata Porta Genova e, poi, con una decina di minuti a piedi, ci siete. In auto, facilissimo, percorrendo la circonvallazione, ci metti poco; poi, però il parcheggio è un terno al lotto. Ho davvero avuto la mia solita fortuna, a trovarlo al primo colpo, nonostante fossero anni che non andavo più sui Navigli.

2 – Mi aspettavo di trovare un posto almeno leggermente più grande della location in zona Piazza Firenze, invece, al contrario, ci è sembrato anche più piccolo.

3 – Niente vetri a trasparenza della cucina, poichè la cucina è prét-a-portè al bancone.

4 – Le zanzare hanno reso impossibile la nostra cena con tempi rilassati, ma ci hanno costretti alla pronta fuga, non appena abbiamo mandato già il nostro pasto. Ora, capisco sia collocato, dove le zanzare sono un must, ma, innanzitutto, all’altra location ci sono andata con l’acquazzone e non ho visto nemmeno una zanzara, quindi hanno fatto qualche cosa e allora non capisco, perchè non sia stato fatto lo stesso qui; poi, i Navigli sono, per definizione, il luogo dei locali, quindi anche gli altri locali si imbattono nelle zanzare, eppure vi si può mangiare e rimanere in tranquillità. Se vi sono inconvenienti, come quelli delle zanzare, è chiaro che il cliente non vi torna più e così faremo di certo Dan e io, ma questo per tutto quello che leggerete in questo mio articolo.

5 – Al bancone, diversamente dall’altro locale, credo che tutti i prodotti fossero esposti là (dico “credo”, perché ciò che ho notato io son state le crocchette di patate e le polpette di soia e I son bastate queste. Sembrava le avessero appena prese all’ingrosso, messe là per sbattersi di meno, apportando una fessura nella plastica ermetica, per prelevarne man mano davanti al cliente, tra l’altro, anch’essi alla mercé delle zanzare, che potevano finirvi dentro senza che alcuno se ne accorgesse), ma all’interno delle vaschette preconfezionate dell’acquisto. Gesto grossolano, per niente invitante e di sicuro messaggero di negatività, poiché fa pensare a menefreghismo, poca voglia di fare (perché evidentemente richiede un po’ di sbattimento), incuria (perché quando si ripongono così che le cose, è indice che se ne è preoccupati e che la stessa incuria viene riservata al cliente..ed è, infatti, andata così), disinteresse totale di quello che può esser l’opinione del cliente pagante e non più tornante. L’occhio vuole sì la sua parte, quindi non era così faticoso estrarre i prodotti dalle confezioni all’ingrosso e riporli in qualche buon contenitore o, semplicemente, nel frigorifero.

6 – Sempre a differenza dell’altra location, qui non accettano i ticket restaurant, ma o tutti o nessuno, quindi se qualcuno di lori li prende, devono farlo tutti i punti, perchè, non essendo decisioni prese dai singoli, queste rientrano tra le scelte aziendali e devono esser per tutti. Anche perché, trattandosi di clientela ancora di nicchia, il passaparola è rapidissimo e incongruenze o disparità non sono mai ben accette dai clienti, quindi si perde clientela, specie se un cliente ha già avuto un’esperienza da una parte, si aspetta di trovare pari (se non addirittura migliori) condizioni in tutti i punti, altrimenti la delusione non lo fa tornare più.

7 – Dopo la mia prima esperienza positiva con questa catena, quando decisi di sperimentare in un altro loro punto, visitai il loro sito www.universovegano.it, in cui, a proposito del punto sui Navigli, dice: “è possibile gustare i migliori panini e PIATTI VEGANI ANCHE AL TAVOLO”. FALSO! Il messaggio è assolutamente fuorviante e ingannevole, degno di controllo e richiami di associazioni come Altroconsumo. Non esistono piatti vegani, ma solo identiche offerte come l’altro punto, ovvero panini/hamburgher, “veghine”, cioè varianti vegane della piadina, le polpette di soia, le crocchette di patate e l’insalatona, mentre Anna e io avevamo palesemente inteso che vi fossero veri e proprie portate o, comunque, piatti, come scrivono loro; inoltre, se leggi “tavoli”, ti vien da pensare a tavoli a mo’ di ristorante o simile, comunque a qualcosa di comodo, dove passare un piacevole pasto, invece vi sono circa 4 tavoli quadrati, di quelli alti, che necessitano lo sgabello, sgabello sul quale non ci passi tutto il tempo di una cena, perché rimane uno sgabello, non una comoda sedia e questi tavoli sono così appiccicati, che una persona non vi passa, senza aver prima disturbato i vicini e averli costretti a spostare loro, ma, soprattutto, l’intero tavolo. Guai, quindi, se devi andare al bagno e rifare questo trasloco, che coinvolge tutti.

8 – Ho appena nominato il bagno ed ebbene sì: qui hanno il bagno, una delle uniche due note positive…ma qual’era la prima? Boh, non ricordo più, troppo messa in cattiva luce dal resto. Qui hanno il bagno, però ha più l’aria del bagno/ripostiglio di servizio, che quello a uso della clientela.

9 – Il commesso/cuoco/factotum: bocciato a pieni voti!!!! Non aveva affatto voglia di stare là, era stanco, scazzato, disinteressato. Molto distratto dall’amico, che lo teneva a chiacchierare alla cassa ed era più si suo interesse, che non arrivasse un nuovo cliente o un nuovo ordine, per potersi consumare in santa pace la sua sigaretta, fuori, appoggiato alla ringhiera, dopo la cui sigaretta non abbiamo affatto visto lavarsi le mani, prima di toccare il cibo. Non sapeva prendere le comande, per cui ti chiedeva chiarimenti, per non capirli ugualmente e alla fine non ci aveva preparato una delle cose ordinate e un’altra l’aveva sbagliata…poi, la mia veghina al cioccolato era pure finita e ce lo ha detto, dopo aver pagato. Lo scazzo lo trasferiva nel prodotto finito, mal presentato e tutti schiacciati. Il mega hamburgher di Dan, di cui potevo fare un confronto con quello ordinato da Anna nell’altro punto, sembrava più un doppio toast rotondo, per quanto era schiacciato, giuro! Dan era molto deluso. Mi diceva ciò che pensava in inglese e il ragazzo, che ha capito qualcosa, se ne è risentito molto, invece di rendersi conto del pessimo servizio che stava prestando…eravamo solo in tre coppie di clienti, quindi non aveva nemmeno la scusante di un eccessivo afflusso.

10 – al momento del pagamento finale, Dan stava lasciandogli ugualmente la mancia, perché educato e abituato a un contesto internazionale. Il ragazzo, davvero tanto risentito, ha rifiutato poco carinamente, con frase infelici e da zitella acida, del tipo: “ah, non sono 50?” “No, grazie, il mio stipendio mi basta, non ho bisogno, buona serata”…così abbiamo donato la sua mancia all’ambulante con le rose e là non ci torniamo più.

11 – devo pure dargli un voto????? Naaaa 

Esser straordinari !!!!

Dopo che ieri sera ho vissuto un momento incantato con la mia canzone preferita in assoluto, davanti a me una delle Maserati che mi fa impazzire, circondata da auto, in un contesto che per me è “CASA”, girare e incontrare una delle Aston Martin, che mi piaccion tanto e di un colore di cui non l’avevo ancora mai vista “vestita”, il tutto con cenetta, atmosfera che non vivevo da tempo e amici, come cavolo posso svegliarmi stamane, se non col sorriso e una grinta pazzesca???

Ora, ripassino:

STANDARD: sono quelli sotto i quali NON sono disposto a scendere; OBIETTIVI: punto in alto(10), così anche se non ci arrivo, ma arrivo vicino(8..9), va bene lo stesso.

Livelli di STANDARD:
– STRAORDINARIO: RISULTATI = STRAORDINARI;
– ECCELLENTI: quelli che si fanno il mazzo. RISULTATI = BUONI;
– BUONI: la marea di persone della nostra società..quelli che fanno quanto basta. RISULTATI = MISERI;
– MISERI: coloro che accettano che le cose vadano come stanno andando. RISULTATI = ZERO!!!!!!!

CHISSA’ quali sono i miei STANDARD??????? (aiutino: STRAORDINARI !!!!!)

E ora vado a lavoro..altra giornata straordinaria in arrivoooooooo 😛

Il sole stamattina.

Ho visto il sole nascere e, poi, innalzarsi sempre più in alto, fino ad accomodarsi nel suo posticino lì lì “nell’alto dei cieli”..l’ho visto timidamente emergere dal profondo del mare..sbirciava, non vedeva ancor nessuno in giro e saliva pian piano. Così timido, ma così possente, era di un candido color incandescente, caldo, nitido, vivo. Sopra di lui, un lungo scialle di nuvole che si specchiava sul mare a solo una spanna da quell’immenso specchio d’acqua e in quella spanna, il sole si faceva largo lentamente e soavemente, come a sondar il terreno. Sempre in quella spanna, nel suo risalire fin su al suo posticino e nascondendosi dietro quella coltre di nuvole, dava vita a immagini spettacolari, che piange il cuore non aver potuto immortalare con un qualunque obiettivo, ma sprovvistane, gli unici “obiettivi” degni furon i miei occhi: “tuorlo” d’uova bello “puccioso” ; guscio d’uovo rotto a bicchierino, come quello di Calimero; una tazza..per far colazione; poi una ciotola..per una colazione più abbondante, da leone..in pochi istanti, finite le sue trasformazioni, quello spettacolo di sole, faticava a lasciar il mare e si separava sempre più da esso, creando colori di una bellezza imbarazzante, che s’intravedevano con più fatica da buchini di quelle nuvole, ma, poi, maestoso là sopra è giunto e mi illumina con tutto sé stesso..nella prossima vita, volevo nascere uomo..ma ora voglio nascere Sole! Ecco perché vale alzarsi alle 4.50..

Mio papà e il dottore dei piloti di brum brum a 2 ruote :-P

Mio papà, rientrato dalla fiera a Imola, mi racconta, ieri sera, di aver avuto la stra fortuna, che gli è stato presentato il dottorino, che mette le sue manine e le sue nozioni sul pilotini di brum brum a 2 ruote, come un certo Valentino, ma anche un certo Dovizioso e compagnia bella.. Il mio papino sta soffrendo parecchio per la schiena, tanto che il dolore lo fa titubare sul fare la prossima gara in 500 (e per intenderci, lui è uno che, appena uscito dall’ospedale, dopo due interventi al cuore, è corso a rinnovare la licenza sportiva per fare la gara in salita Cesana-Sestriere..niente lo ferma)..beh,mi dice di adorare questo medico che compie 50 anni fra pochi giorni (si vuol pure ricordare di farli gli auguri, guai altrimenti!),anche che ne dimostrava assai di meno e questi si è offerto di farlo guarire, tra l’altro GRATIS..cosa gli dice, quindi questo grandissimo DOC, dopo che mio padre gli ha detto nei dettagli cos’ha e cosa gli han detto i medici??? “Non farti fregare, non prendere alcuna medicina, non farti convincere a operarti, cambia alimentazione” e il mio papà gli ha dato ascolto, specie dopo che gli ha fatto sentir meno dolori alla schiena con solo due sedute. Finisce di raccontarmi e lo fulmino con gli occhi e le parole (tra un mio ghigno e l’altro) ed eccomi: “papà mi prendi in giro???? E’ ESATTAMENTE quello che ti ho detto IO proprio GIOVEDì…ma a me non hai ascoltato!!! Grrr…allora ora puoi anche diventare vegetariano..o te lo deve dire il tuo DOC dei piloti???” – “NO!!!! Sei pazza??? La carne non si tocca!!! …(e facendosi piccolo piccolo e guardando dappertutto, tranne che me..) però mi ha dato medicine VEGETARIANE, che fa prendere a quei piloti e costano 20.000€, ma non me le fa pagare, mamma quanto è bravo!!!”…Ahahahahah, il mio papà mi fa morire..che personaggio di papà ho??? Ahahahahahah

Un mese da “terremoto” ;-)

Dopo Trottolina e non ricordo quali siano gli altri miei nomignoli mi appartengano, “terremoto” potrebbe essere il mio nuovo nomignolo..in aggiunta agli altri 😛

 

Oggi A? GIUSTO un mese dal tuo addio..terremoto vero e terremoto nei nostri 2 cuori..che disastro abbiam fatto…devo ancora capire com’A? che tu hai sbagliato, tu mi hai ferito e tu hai chiuso definitivamente con me con quel brutto addio infelice…mah..fatico ancora a capire il genere umano nelle sue molteplici sfaccettature. Non sento la tua mancanza; no davvero..eccetto quando mi fanno il tuo nome, quando leggo il tuo nome, quando vedo il tuo viso in qualche tua foto, quando ti penso..in quei momenti, in quegli istanti, in quei frangenti mi manchi, mi viene il magone, un nodo alla gola grosso grosso, mi si stringe in cuore, ma non riesco ad arrabbiarmi con te, non riesco a volerti male, non riesco a biasimarti, non riesco ad accusarti, non riesco e non voglio aver parole cattive nei tuoi confronti..quel terremoto non è capitato per caso, anzi..ha scatenato tante cose e, per quanto nel modo sbagliato e doloroso, almeno per me, ha sortito il suo giusto effetto…non è ciò a cui sarei voluta arrivare, non avrei mai voluto non averti più nella mia vita, ma il tuo freddo addio è propedeutico, è giusto…è quel che mi permetterà di staccarmi dal cordone ombellicare che mi teneva legata a te e da te non volevo separarmi a ogni costo; tutto ciò solo a mio discapito, perché così facevo e faccio del male solo a me, visto che, invece, era ciò che tu volevi, perché a te stava bene così.

Un giorno ho letto sul libro scritto da un mio amico di corsi, un paragrafo che mi ha fatto spalancare gli occhi. Sai che io sono atea e sai che non sono condizionabile da certe cose. Comunque, in questo paragrafo, Luca, il mio amico, raccontava una conversazione con un uomo, il cui succo era che quest’uomo si teneva legato al dolore per la perdita precoce del padre, a cui dava tante colpe per la sua scomparsa. Questo suo tenersi legato a tale dolore era dovuto ai sensi di colpa che avrebbe provato, se avesse lasciato andare quel dolore e di conseguenza il padre, per esser felice, pensando che se fosse stato felice, questa felicità era fuori luogo, rispetto a una perdita così importante. Questo uomo credeva nella reincarnazione e chi crede in ciò, sa che una persona muore, quindi se ne va, quando ha completato la sua esperienza..

In un altro racconto dello stesso libro, il mio amico racconta di una donna, che non potendo avere figli, portava con sé il dolore come modo per far vedere al figlio che non ha mai avuto, il bene che gli vuole e l’importanza che lui ha per questa donna. Il mio amico scrive che, “quando una persona perde qualcuno che ama, non lo lasci andare e che continui a soffrire, perché i questo modo, pensa di dimostrare il suo amore per la persona che non c’è più. Ingenuamente, spesso, chi subisce una perdita pensa che vivere la propria vita serenamente sia una mancanza di rispetto per chi è scomparso, ma è ovvio che non è così”.

Io condivido pienamente le parole di Luca, l’autore del libro a cui mi riferisco e queste parole le ritengo calzino a pennello in qualunque contesto, senza necessariamente doverle utilizzare e/o associare a persone morte. Il mio pensiero, utilizzando questi frammenti dei 2 racconti di Luca, è che ogni persona che anche solo passa, seppur marginalmente, nella nostra vita, ha il suo perché, quindi quando una persona non è più nella tua vita (non nel senso che è morta, che sia chiaro) significa che ha “completato la sua esperienza”, cioé ha fatto ciò che doveva fare nel suo passaggio, sta a noi aver gli occhi e il cuore aperto per vederlo. Allo stesso modo, tutti noi ci leghiamo al dolore provato per qualcuno che non è più nella nostra vita (ribadisco che non intendo per forza qualcuno che è morto, ma mi riferisco anche solo a una persona con cui è finita una qualunque tipo di relazione) e non ci permettiamo, io per prima, di staccarci da questo dolore, perché farlo, ci fa credere che quella persona penserà che il nostro sentimento nei suoi confronti non era poi così forte e gli stiamo venendo meno o gli stiamo mancando di rispetto…così, però, sbagliamo, perché una persona per cui siamo o siamo stati importanti, può volere solo il nostro bene e la nostra felicità, quindi è nostro dovere per l’amore verso noi stessi, andare avanti e non sentirci in colpa se andiamo incontro alla nostra felicità.

Facile a dirsi, direte e lo penso anch’io, ma io ci sto provando ed ecco perché son sempre più felice…anche se tu, mio terremoto speciale o mio crucco speciale non ci sei più..io andrò avanti, sto provando, arrancando e arenandomi, a crearmi una nuova vita sentimentale..ahah, che impresa..ma tu hai il tuo posticino speciale nel mio cuore, lo sai..e un giorno le nostre strade si rincontreranno..anche se nel frattempo, sono in pensiero per te, perché non sentendoti, non so mai se stai bene o se ti succede qualcosa…voglio solo il meglio per te, sempre e comunque…e un mese senza completamente TE è appena passato..ti voglio bene e goditi l’Hungaroring 😉

Post di Facebook

Simy: “Non sappiamo mai perché siamo allegri, ma sappiamo sempre perché siamo tristi.”

Io: “No no, io lo so perché son sempre allegra e felice: perché la vita è un bellissimo grande libro con infinite pagine bianche su cui scrivere il percorso che vogliamo intraprendere con chi vogliamo noi e se non è così, è solo perché permetti a qualcun altro di usarti come personaggio del suo libro bianco da scrivere.”

Grazie Simy per questo spunto :-)

 

No no, io lo so perché son sempre allegra e felice: perché la vita è un bellissimo grande libro con infinite pagine bianche su cui scrivere il percorso che vogliamo intraprendere con chi vogliamo noi e se non è così, è solo perché permetti a qualcun altro di usarti come personaggio del suo libro bianco da scrivere.”

Porte aperte, porte chiuse; porte da aprire, porte da chiudere.

Ci sono volte in cui lasci un posto e con esso persone, cose e..il cuoricino.. Ti metti in viaggio e la tristezza ti avvolge dolcemente in un manto velato…i pensieri frullano vorticosamente e in pochi istanti rivedi passato, presente e futuro bussare alla tua porta..e tu a chi apri? Pensi: mio caro passato, se sei tale è perché devi rimanere dietro quella porta chiusa.. Pensi: mio caro presente, è ora di decidere quale strada prendere: stai al di qua o al di là della porta?.. Pensi: mio caro futuro, entra dolcemente e a passi cauti nella mia vita, ti ho aperto uno spiraglio della porta di casa, dammi modo di conoscerti e ti verranno aperte tutte le porte, ma sii paziente, perché tra passato e presente ci sono sempre le fasi di transizione, come ci sono anche tra presente e futuro e spesso richiedono..tempo.

Pensi alle frustrazioni di una donna, che nella sua insicurezza, cerca di metter zizzania nella tua serenità; pensi al passato che per un verso ti sbalordisce, perché per le passate decisioni, non immaginavi potesse stupirti ancora, tanto da farti rendere conto quanto non si conoscano mai davvero le persone, mentre dall’altra parte, ecco d’improvviso, senza appunto alcun preavviso, un’altra parte di passato che ti annuncia: “ho voglia di vederti!”…e tu: “Scusa? Ci conosciamo??? Ma anche no, se no saresti il mio presente”. E ti chiedi cosa sta succedendo, perché tutto ciò accade tutto insieme, mentre tu stai decidendo di chiudere la porta al tuo vero presente, perché arrivano momenti in cui chiudi una porta per aprirne un’altra al futuro, per cogliere una nuova opportunità, concedendoti di darti modo di scoprirla, magari è l’occasione giusta, magari no, ma non lo saprai mai, se non ti dai questa possibilità, comincia a coglierla…chissà che poi dietro quella porta ci sia non un semplice principe, ma un vero re.. e se poi un re non capisce ed è lui a chiudere la porta???

Rientri con la tristezza per aver appena lasciato qualcosa di te lontano lontano, sperando che all’arrivo qualcuno o qualcosa ti regali un piccolo sorriso, invece il sentirsi ferito di qualcun altro, non fa che accrescere la tristezza che questa notte ti consegnerà a Morfeo fino al nuovo giorno…eppure, come fa a non dispiacerti???? E mentre passato, presente e futuro fanno a pugni, tu dove sei???

Sogni d’oro a ogni possibilità; domani, insieme ai miei occhi, apro a voi tutte le porte, da cui la tristezza uscirà per lasciare spazio solo a voi :-)))) 

Ricredersi??? Se lui te lo permette, ma anche se TU te lo permetti ;-)

Quando non ci scommetteresti nemmeno un centesimo su quella persona, quando nulla ti avrebbe mai pensato a vederlo sotto una certa prospettiva..ecco che all’improvviso, quella persona rispunta all’improvviso in una nuova veste, tu poi che fai???? Dura quando non riesci a conciliare le due realtà che conosci di questa persona: la prima, che hai conosciuto di persona e che proprio non ce n’è e la seconda, la nuova scoperta, quella in cui si è voluto mostrare ora e che ti affascina incredibilmente..che si fa??? Quanta confusione ti creano queste situazioni e tu che decidi di fare????? ;-))))