Passeggeri

Anche qui, ai 24° di Genova (si schiatta, specie con la divisa zero traspirante e foulard legatissimo al collo..dovessimo mai perderlo il collo), ancora ci facciamo domande INUTILI sull’intelligenza dei passeggeri, quando a soli 2 minuti dalla partenza a Milano, la PRIMA passeggera con cui entriamo in contatto, dopo aver camminato dalla carrozza UNO alla TRE, ci chiede:
“Scusi, dov’è? la carrozza OTTO? Ho camminato fino a qui e non l’ho trovata, non c’è?!!!”.

Come possiamo resistere noi a bordo con divisa, che ci richiede serietà, professionalità e..senza dare delle capre e ridere in faccia???? Glielo spiegate a quella, che se cammina dalla carrozza 1 alla 3 non la potrà mai trovare la 8 e, forse, le basta muovere il sedere e contare 4-5-6-7-8???? E questa, era la PRIMA passeggera, iniziando oggi alle 12.35..calcolando che finisco domani alle 10..peccato non potervele elencare tutte ahahahah. Lo scrivo cosi: divertita/perplessa/sconcertata/scompisciata/disarmata/piegata in 2 dalle risate ahahahah

Ed è solo l’inizio ;-)

E’ lungo, vi avviso…quindi NON le leggete!!!

Ricapitolando dalle ore pre-anno nuovo…: ieri???
A lavoro fino alle 21 e già da Vicenza, arriva un sonno pazzesco. Il collega prende in giro; io son solo stupita, non è da me e, poi, non avevo fatto tanto..da che ho preso servizio..prima è altra storia 😛
Gli occhi non vogliono LETTERALMENTE stare aperti..pazzesco.
Penso: “arrivo a casa, riposo un po’ e, poi, festeggio”.
Alle 22, arrivo a casa, accendo tv, luci spente, mi tuffo sul divano così come sono e con le scarpe..in triplo avvitamento 😉
Ogni tanto sbircio l’orologio sul cell. La mezzanotte si avvicina e il sonno è sempre tanto.
Tutto il tempo in dormiveglia; mi fa compagnia un film-cartone, di cui non ricordo nulla, se non la dolcezza del suono.
Ops, è mezzanotte..l’esplosione dei fuochi me lo fa notare…nuoooo…io AMO i fuochi..impazzisco per stare a naso all’insù?, sotto cieli invasi da fuochi artificiali…stavolta, però, il loro mondo magico, a me ben noto, cambia forma e prospettiva.
Stavolta non è una magica visione, ma una soave melodia, che dolcemente ed energicamente nel contempo, mi culla. Davvero!!!
Il suono dei fuochi mi ha cullata nel momento più magico dell’anno; mi ha consegnata, cullandomi dall’anno appena lasciato a quello in cui siamo entrati, come passasse il testimone in una staffetta e il testimone da passare era la mia vita..e mi son sentita importante.
Fugaci pensieri hanno, per millesimi di secondo, attraversato la mia mente: “sarà da sfigati star qua da sola COSì? Non è triste? Son pazza e qualcosa non va??? Quanto sono strana???”..No, no e ancora no..le risposte a tutte quelle domande.
Consapevolmente, ho cambiato modalità e prospettiva e…è stato un sogno a occhi aperti! Unico, speciale, buffo, dolce, lento…un sorriso mi ha pervaso dal primo fuoco udito..un sorriso dolce..di piacere..di gusto per ogni decimo di secondo di quel tempo infinito, che mi stavo assaporando…ebbene sì, mi stavo assaporando dei momenti unici e irripetibili…mai un istante quel sorriso mi ha abbandonata e lo sentivo più vivo che mai.
Sono quasi le 2. Con violenza, mi alzo, mando un trilione di auguri nell’etere, a chi desideravo far sentire importante coi miei auguri e, con ancor più violenza, mi spingo fino al lettuccio e costretta sotto le coperte.

Risveglio: dopo 6 ore, rieccomi. Son stata consegnata dall’anno vecchio a quello nuovo con dolcezza, calma, lentezza…lentezza???? A me???? Già…un aggettivo che non mi appartiene e che ha caratterizzato un momento topico..tanto da riflettere. La cosa mi puzza…infatti, il seguito della giornata, mi ha fatto recuperare a mille all’ora 😉
Così mi alzo e rieccomi a far le mie mille cose con successo..e soddisfazione!

E’ ora di andar a lavoro..ops, sono in ritardooooo..o almeno, son uscita troppo tardiiiiii…mica faccio un lavoro d’ufficio; non posso mica timbrare in ritardo e recuperare..col mio lavoro, DEVI esserci, costi quel che costi..i treni non aspettano ed è giusto così..quindi, già esci di casa, pregando che non sia il giorno degli imprevisti, non ce lo possiamo permettere; vallo a dire ai treni.
Figuriamoci, poi, se esci come una co….na tardi di casa..e pure tanto…basta???
NO, perchè per la fretta del ritardo, dimentico il cell a casa e quando me ne accorgo??? Km e km dopo..puoi il 1° dell’anno lasciare il tell a casa, quando ti chiama il mondo per gli auguri e quando il mondo si aspetta che lo chiami??? Per non parlare dei messaggi…ok, faccio inversione alla prima occasione e volo a prenderlo…8 minuti persi..solo 8..sono una grande!!!! Son sempre 8 su un ritardo colossale…cxxxo…eppure arrivo al parcheggio, dove lascio la mia brum brum in soli 8 min e 1/2..sul mio tempo record di 11..al di sotto, pensavo fosse praticamente IMPOSSIBILE..e ce l’ho fatta!!! Wow, grande me!!
Scendo dalla mia brum brum e…FORTE buonissima puzza di freni..oh oh..devo aver dato taaaanto gas, con le conseguenti frenate..ehm ehm…comincio a capire il mio record..ma cavoli, OTTO MINUTI E MEZZO…impensabile!!!
Così trotterello verso lavoro e…sogghigno tra me e me..e il mondo che mi guarda perplesso..credo mi abbian presa per pazza.
Avete presente quando si dice VOLERE A? POTERE???
Ok, il mio ghignar incontenibilmente è per la consapevolezza dell’ennesima volta in cui mi son dimostrata, che tanto mi dicevo che sarei arrivata per tempo e a qualunque costo, quindi tanto l’ho voluto, che l’ho POTUTO 😛
Se domani troverete articoli su una strana figura aggiratasi con ghigno e spiritelli negli occhi, sapete già che ero io.

A lavoro??? D’OGNI!!!
Da Milano, ho fatto pipì a Venezia..e mi scappava da casa..ma, tra le tante, ho anche aiutato un deportato afgano in corso di rimpatrio e la sua gratitudine in quegli occhi lucidi rossi, senza esser capace di spiccicare 1 decimo di parola di italiano, sarebbe valsa trattener la pipì da Mi a VE e ritorno!!!
In sosta, momenti magici in una passeggiata fuori porta sotto magiche luminarie e atmosfera da wow.
Al ritorno….ahahahah, che ghigna, mi hanno fatta morire e come ho affrontato in inglese un russo arrabbiato e molto pericolo, senza io muovermi di un millimetro, senza cedimenti, senza tentennamenti, senza paura, mi hanno riempita di orgoglio per me stessa nel percepire quanto sia cresciuta e quanto sia in sempre continua evoluzione..spaventosamente wow.
Il collega: una piacevole compagnia e bella scoperta.

Nel frattempo, giornata di relazioni, con ripresa contatti con vecchi passati contatti e…solo a oggi, è emerso che 3 persone (una relazione, una frequentazione e un nulla) han più vivo che mai il desiderio, mai abbandonato, di rifarcela con me, di riuscire a sposarmi e far figli con me…sono seri..e hanno lanciato a modo loro l’intenzione all’Universo…ma siamo pazzi???
Amico mio, Universo: tu che tanto mi ascolti, mi ami, mi dai tanto…A? matematico che non puoi accontentarli tutti e 3, già uno è troppo, anche perchè io sono una e non me li posso sposare tutti e 3 (e so per certo, che in realtà, che voglion tutto ciò son ben più di 3) e a dirla tutta, NON me ne sposo nemmeno mezzo!!!!!
Sii buono, Universo: per buoni e, tutti e 3 PER CERTO, meritevoli che siano, le loro intenzioni NON vanno ascoltate, chiaro??? Ascolta me, fidati: NO!!!! Sai che i miei flussi son ultra potenti, me lo hai insegnato e dimostrato ogni giorno di più, quindi sai che IO l’avrà vinta, tu, però, non ci provare ad assecondarli, perchè so che nella vita…mai dire mai..io non son un premio, quindi…sii clemente 😛

Grazie 2014, grazie…e che frenesia e risultati e successi e sogni diventati realtà e cuore a mille e consapevolezze e amore e aiuto e brum brum ed euforia e magic moments..SIA!!!!

Ed è stato solo il primo giorno hihihihihihihihihihihihihihihihi…shhhh ;-)))

Chicche dai passeggeri

21-08-2014

ORA, ragazzo del bar assediato dalla clientela chiede a ragazzo belloccio di 25 anni: “scusa, ti ho emesso lo scontrino per il caffé? ” – “no. Tranquillo, al massimo ti chiamo la Finanza e faccio chiudere tutta ITINERE 0_0 (la ditta appaltatrice, che offre servizi di ristorazione a bordo si chiama ITINERE)..il bar del treno 9830 a ora in viaggio, si dichiara momentaneamente fuori servizio per piegamento in 2 dalle ghignate per ignoranza diffusa da gioventù sprecatissima ahahahah

15-08-2014 Ferragosto

Da Milano a Genova Brignole:

Dando assistenza in spagnolo a 2 passeggere, una esclama: “si sente che sei Argentina! ” 0_0 Caspita, mi hanno scoperta..loro Sì che se ne intendono dei loro connazionali ahahahah

A Genova:

“Scusi, come faccio per andare ad Alassio?” – “Aspetti che le cerco il suo treno” – “le ho detto che devo andare ad Alassio, me lo fa perdere! Mi han detto..” e si interrompe. “Signora, continui pure. Cosa le han detto? ” – “Non ce la faccio, me lo fa perdere, non riuscirò a prenderlo!” – “Glielo sto cercando, intanto mi dica cosa le han detto, finisca pure la frase”. Dopo tanta insistenza: “mi han detto che avevo il treno alle 14.53 e lei me lo fa perdere” – “ah, allora lei sapeva già che treno prendere. Tranquilla, lo prende sicuro. Come vede, in tutta la stazione, c’è solo il nostro treno. Il suo non è ancora arrivato, vede che la stazione è deserta? ” – “MA è sicura che non lo perdo? Lei me lo fa perdere.” – “Signora, guardi lei stessa. Su 17 binari qui presenti, non c’è altro treno che il nostro. Il suo deve ancora arrivare.” – “Ma è sicura CHE NON E’ GIà ARRIVATO?” 0_0

Secondo me, le avrei dovuto rispondere che lo avrebbe trovato al binario 9 3/4..Harry Potter docet. I passeggeri che hanno assistito erano piegati in due dalle risate. Io non so come abbia resistito così a lungo seria. Ero tra l’allucinata e l’allibita ahahahah

04-08-2014

Ci “mancavano” tanto questi momenti. Treno MILANO-BARI: in partenza avevamo entrambe le vetture di prima classe con clima guasto; 2 vetture con porte ripristinate e carrozza 5 caaaalda. Fortunatamente ripristiniamo TUTTO, tiriamo sospironi mega ed ecco la chicca della passeggera che…”questo treno va a CALAPATA? – “CALAPATA..che???” – “va a CALAPATA?”. In 3 non capiamo di che parte del mondo stesse parlando. Non paga, la passeggera ci chiede se questo treno la porta ad ARCORE. “No, questo treno va a Bari e non ad Arcore”. Mica è finita, perché all’atto partenza, chiudiamo le porte e, quasi disperata, la STESSA PASSEGGERA mi chiede dal binario, se questo treno va a BOLZANO 0_0. Noi ci proviamo a fare i seri, ma così non possiamo esimerci dal ridervi in faccia AHAHAHAHAH…siamo piegati in dueeeeeeee

20-01-2013

1- Passeggero alle 7 di domenica mattina, Bologna: “scusi, mi hanno stampato il biglietto sul telefono, vado giusto?” ..avanti il prossimo :-p

2- Fatti scendere 8 stolti a Piacenza..ma quanto nevica a Piacenza???? Di bruttooo!!! E dopo l’ennesima chicca:”han detto che stamattina a Milano NEVICASSE..”. Vado a lavorare che è meglio :-p

16-01-2013

1- Un passeggero mi guarda col sorriso e, mentre cerca il biglietto, mi dice: “però se fossi stato Berlusconi, il biglietto non me lo avrebbe nemmeno chiesto, eh?” ..@#%&$a��A?A?A?i?�A�A�A?A�A�A�A�a�? ..povero frustrato 😛

2- Nel regionale, seduta in prima classe, uomo “d’affari” al telefono: “forse per questo ti servirebbe un madre lingua, se ti serve in inglese, perché io non so se sono in grado per qualcosa di così fine..sì sì, se POTREBBE dare qualche idea, sarebbe meglio”..sicuro di non esser in grado solo in inglese??? 😛

Una giornata che mi ha premiata due volte. Premio #1

Oggi sono stata premiata per ben due volte e solo a inizio giornata, ho il cuore colmo di emozione.

Premio #1:

Dopo vari e vari e vaaaari tentativi di coinlvolgere la mia famiglia nel mondo della formazione, tentando più e più volte di farli partecipare a corsi, serate promozionali, eventi, oggi, per la prima volta, la mia mamma è venuta e a me bastava questo per aver ricevuto il premio più grande, perché il mio credo verso il voler un mondo migliore intorno a me, coinvolgendo quante più persone ai corsi di formazione, in cui credo davvero molto, affinché la vita di ciascuno sia sempre migliore, ha fatto sì che io non abbia mai mollato, perché non ho mai smesso di desiderare che i miei stiano sempre solo meglio…e oggi ce l’ho fatta con la mia mamma!!! Wow!!! Pochi di voi potranno capire cosa significa davvero tutto ciò per me…la sfida più grande sarà il mio papà, un muro di cemento armato da sfondare e oltrepassare, ma ce la farà, perchè ci credo!!! E per di più, mia madre mi sta dando un sacco di soddisfazioni, comunque vada, poi. Ecco cosa ho risposto in un commento a un amico, in merito a questo: ” …continua a girarsi da me e dire: “sì sì, questo anche io/ questo anche a me/ questo serve a tuo padre/ questo dovrebbe proprio farlo tuo padre/ sì sì, questo è proprio tuo padre/ tuo padre fa proprio così (se non si è capito, tutto ciò che riguarda mio padre va per la maggiore)/ questo corso dovrebbe farlo tizia, te la ricordi la portinaia?????” – “mamma, questi corsi li dovrebbero fare tutti a questo mondo” -“questo corso mi piace, non è mica come quelle cazzate…” (grazie mamma, son 2 anni che sto cercando di fartelo capire e di farti venire, quanti pianti a ogni tuo rifiuto)…poi, è fortissima, perché mi chiede come me faccio a seguire, ascoltare e usare tablet e telefono contemporaneamente, senza perdere nulla (non è proprio così, ma va bene. Non posso starle a spiegare ora, che io sono visiva..ipervisiva e lei…non ho ancora capito se è uditiva o cinestesica…in ogni caso, non posso stare a spiegarle tutte queste cose, come anche che son 2 anni che faccio corsi e corsi e sono un tantino più avanti. La cosa più bella è quando si gira verso di me e mi chiede di ripeterle dei concetti, perché sta prendendo appunti e vuole capire, lei che nemmeno voleva prendere la penna e prender appunti…ricambia i tuoi saluti e mi ha detto detto dirti che ora anche lei è affondata qui (è il suo modo di dire che le piace :-):-):-) ).”

“Te l’ho detto che è una tosta. Non è che me la ritrovo davanti a me al Fire Walking?”

“Ahahah, possibilissimo e ti spiego pure perché: Max ha nominato ripetutamente Robbins e ha parlato del Fire Walking. Le dico che ai corsi di Robbins, e per la precisione a Maggio, io sono una di quelli che prepara la carbonella per la “passeggiata”..il suo sguardo, prima di questo primo approccio alla formazione, si traduceva in: “le solite cazzate sue/ un’altra di quelle cose strane che fa lei/ eh???”…dopo oggi, invece, si traduceva con: “ahhh, ma dai??? Interessante, che roba è??? Voglio capire”…ero allibita e stupendamente compiaciuta. A pranzo, ci raggiunge la migliore amica di mia mamma. Dallo sguardo e dallo zero prendere appunti, pensavo non le fosse servito a niente. Usciamo prima di fine giornata, perché son dovuta venire a lavoro ed ecco mia madre entusiasta e la sua amica quasi più di lei e questa dice che grazie a questo corso (è entrata alle 14.40, uscita alle 17.30…quanto potrà aver sentito, rispetto a 2 giorni di corso???), le si sono ampliate le vedute, le si è aperta la testa, ha capito tante cose “grazie a questo corso”…ma molto del tipo che ora ha capito tutto. Io le dico che non è che a un millesimo di quello che le danno i corsi…mi guarda esterrefatta..si parla, accettano entrambe di venire a ogni occasione come questa, eventi, serate, etc etc, purché gratis…spiego che, però, serve fare anche gli altri a pagamento ed ecco insorgere con il solito non aver soldi, ma non detto col tono scontroso del classico “non ho soldi, non ho tempo”; erano più morbide, detto più in automatismo..vedevo uno spiraglio di una, finalmente, apertura mentale, così le dico che a questi corsi insegnano anche a far soldi..non mi hanno guardata strana..ottimo :-). Poi, gli lancio lì di venire a fare l’Upw a Londra, quindi di iniziare a mettere 100€ al mese da parte…non hanno detto sì, ma nemmeno no; erano entrambe tentate…capite???? Contro la chiusura totale, si è appena aperto un varco…addirittura con 2 persone :-):-):-):-)

Non è finita: tempo fa..mooooolto tempo fa…regalai a mia madre il libro “Leader di te stesso” di Roberto Re…non l’ha mai nemmeno aperto. Oggi compro quello di Max e visto com’è andata la giornata, le chiedo, già lo aveva conosciuto di persona, lo aveva sentito e associava quegli argomenti a lui, se vuole leggersi lei il libro per prima e poi lo avrebbe passato a me…accettato!!! Biiiiiiingo :-):-):-):-):-) E io, haaaaaappy :-):-):-):-)”. 

Lettera a Babbo Natale #1

Entro a Milano e nevica…Milano, non è che non mi vede mai, gridare al miracolo e fare addirittura nevicare!!!

Caro Babbo Natale,

Domattina monto le termiche, mi hai convinto, ma ti prego: non fare attecchire!! Adoro la neve, Milano, poi, è magnifica e romantica…tutto diventa un sogno, ogni cosa prende sembianze fiabesche, così romantico e intimo. Una vera favola a occhi aperti…e poi posso giocare a fare i traversi..evvai..ma la strada non è il luogo idoneo per farli, quelli li vado a fare in zone isolate, senza mettere in pericolo nessuno, perché in strada diventa tutto pericoloso, non sono in sicurezza e ci sono troppi incapaci che la popolano..e non dimenticare che non posso permettermi ritardi col mio lavoro, alla mia azienda non gliene frega nulla!!!

Ti pregoooooo: neve bella, non attecchire!!

Babbo Natale, come regalo, fammi che la neve questo inverno non attecchisca su nessun binario d’Italia, perché ricorda che lavoro infame faccio..sai che ci tocca vivere: sappiam, quando partiamo, ma affatto se e quando torniamo; non sappiamo se e quando mangiamo; se i treni funzionano; se avremo luce e soprattutto freddo…avrò migliaia e migliaia di passeggeri che, insensibili, se la prendono con noi, senza capire che se non ci aggrediscono, sereni possiamo offrire un servizio migliore e maggior efficienza, perché anche noi siamo esseri umani e non siamo l’azienda. Fidati che non mi interessa fare l’eroina sui treni, ho mille pregi per cui già distinguermi, quindi l’eroina non mi serve farla. Ho già dato a febbraio e mi stra-avanza. Ricordi??? Dovevo andare a dormire ad Ancona. Dovevo arrivarci per le 21 circa, peccato che già a Bologna non ci han fatto cenare e Ancona l’ho vista alle 7,47 del giorno dopo. I passeggeri han dormicchiato e alcuni anche dormito. Son stati al caldo, perché fortuna vuole, che il mio treno è funzionato fino all’ultimo, seppur tentennando. Il mio Cst, i miei macchinisti e io, invece, ce ne siam dovuti stare a occhi spalancati a oltranza, mica facile, se consideri le 36 ore totali di completa veglia e siam dovuti andare noi dentro la neve, se no i passeggeri come li mettevamo insicurezza??? Ora, a me andò, tutto sommato, stra bene, perché ho lo spirito giusto e perché con quell’esperienza son cresciuta molto sia personalmente, che, soprattutto, professionalmente, ma perché va bene a me, non vuol dire che accada lo stesso ai miei colleghi, quindi la mia richiesta vale anche per loro….ti prego: non attecchire, non attecchire, non attecchire, non attecchire, non attecchireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee 

Passeggeri :-P

Quadretto:

Io, il pulitore e il ragazzo della ristorante.

Arriva una passeggera e chiede: “scusate, cercavo quel posto, dove si mettono i cosi..dove si ficcano le monetine”..ci fissiamo negli occhi, cercando di capire..poi continua: “dove si prendono le cose, si prendono le patatine o cose così” e noi: “signora, cercava il bar forse”..”è questa cosa a 20 cm da lei, basta che si sposta di 20 cm e può ficcare tutte le monetine che vuole”..ah ah ah ah ah..non ce la facciano più dalle ghignate..siamo piegati in mille, altro che in 2..mamma mamma ah ah ah ah ah ah ah

Una vita sotto a un treno

Domenica 01 luglio 2012

Sono sul FrecciaBianca per Lecce 9823 da Milano a Pescara come CST (Capo Servizio Treno).

E’ il primo giorno del mese, l’ultimo giorno della settimana, siamo praticamente all’inizio del secondo tempo di un momento sportivo molto importante: Italia-Spagna.

Tu ti stai preparando per.. Sei là sulla banchina di quella stazione deserta di Marzocca… Chissà quanti pensieri ti stanno frullando ora per la testa, chissà cosa starai provando… Solo tu lo sai e mai ci sarà dato saperlo… Intanto, stai scrivendo quella frase sullo zainetto, lo stai riponendo con cura là, dove l’ho trovato.. Noi stiamo per arrivare, tutto procede bene da noi. Fuori la gente freme davanti agli schermi d’ogni sorta, tutti a incitare la nostra Nazionale. C’è molta confusione in giro, tanto rumore, trepidazione, finta unità di un popolo che non sento affatto unito.. Sul treno procede tutto regolare, pensa che funziona anche tutto…vuoi mettere??? Avrei potuto gridare al miracolo: il clima di tutte le vetture funziona: Eureka!!! (Certo, i passeggeri scassa-biiiip, che hanno da lamentarsi che qui fa troppo freddo, di là ci sono i pinguini, dall’altra parte c’è la sauna, ci sono sempre, soprattutto quando le cose vanno, ma sorvoliamo ora). C’è poca gente sul treno, eppure non son stata un attimo fermo, ma ben contenta di fare, perché non ci sono situazioni critiche che mi stanno stremando. Sono le 21.30 passate, anzi un bel po’ più tardi, direi. Torno alla vettura 3 in coda per sedermi a compilare un verbale di una cafona russa, che A? stata molto fuori luogo. Intanto, parlo con Danilo, mentre sento tanto rumore, come di sassi che colpiscono la mia vettura e ho subito controllato che i vetri del treno fossero illesi.. Tutto era in ordine, quindi, non ci presto granché attenzione (sarà durante la notte che, parlando con dei passeggeri, che mi raccontano degli stessi rumori, ricollegando pian piano sempre più cose, capisco che quei “sassi” eri tu, sotto il mio treno in corsa. Alle 21.51 suona RFI, il nostro telefono di servizio, con la chiamata di emergenza, a cui, però, non presto attenzione, perché puntualmente non si capisce cosa dicono dall’altra parte del telefono; spesso sono chiamate partite per errore e mai telefonate che riguardino il mio treno e poi non ero il CT, Capotreno, per cui sapevo che se c’era qualcosa di importante, il collega mi avrebbe prontamente allertata. Proseguo con questo verbale o almeno ci tento, visto che grazie a te lo concludo alle 2.45 di notte; non avrò lavorato troppo??? Grazie 😛

All’improvviso, il mio CT, mi travolge nella sua corsa, dicendomi che avevamo appena fatto un investimento. Mollo tutto; lo seguo; arriviamo in testa al treno; il CT è già sceso dal treno e poco dopo lo seguo a ruota. Il CT, uno dei 2 macchinisti e io cerchiamo il tuo corpo. E buio, le nostre strumentazioni per illuminare non illuminano a sufficienza, la lanterna del CT è quasi morta, quindi mi tocca dargli la mia che era l’unica perfettamente funzionante e io mi avvicino di più al macchinista per potere vedere con la sua lanterna, sebbene anche la sua sia sempre più fievole, ma data la situazione, più siamo, più in fretta facciamo. In questi momenti, la rapidità è fondamentale: fosse mai che sei ancora vivo. Purtroppo, scopriremo fra poco che non lo sei affatto.. Sei riuscito nel tuo intento.. Dannazione! Siamo a 1,5 km dalla stazione di Marzocca. Ci chiamano per dirci di arrivare proprio fino alla stazione, allora tutti indivisati, noi 3 continuiamo a camminare sulla massicciata col caldo, col buio, fino alla stazione..1,5 km che sembravano non finire mai.. Non ti troviamo, cavoli, ma dove diamine sei??? Vuoi sapere la verità Ero esaltata nella tua ricerca, perché in quanto capotreno, A? quasi scontato che prima o poi ti capiti l’investimento; in 6 anni non mi era mai capitato e ho pensato che, già che mi era appena capitato, visto che caratterialmente sono molto più forte, meglio ora per questa fase della mia vita, in cui mi sento di poter affrontare anche questo e meglio stavolta che non sono io il Ct, così imparo le procedure, in caso malauguratamente mi dovesse ricapitare ( e non ricapiterà mai più, VERO?????????). Siamo quasi in stazione a Marzocca ed eccoti. Ti vediamo sempre più vicino All’inizio della banchina, ecco il pezzo più grosso di te.. Sei sul binario di sinistra, in direzione di Ancona. Il tuo torace in 3 pezzi.. Ma come sei rigirato??? Il CT trova una delle tue gambe sul binario di destra, questo vuol dire che dobbiamo bloccare la circolazione dei treni su entrambi i sensi. Io trovo il tuo cuore poco più avanti.. Proseguiamo. Hai lasciato ben sparsi i pezzi di te, eh???? Non potevi proprio rimanere composto??? Mamma quanto puzzi, ragazzo mio. Che odore pestilenziale emani da morto. Già era disgustoso così, ma per di più, mi rievochi ricordi poco piacevoli: i miei genitori sono calabresi e come tradizione voleva (meno male che non lo facciamo più da chissà quanto tempo!!!!), a dicembre si ammazzava il maiale e l’odore era lo stesso. Un odore che mi ha sempre fatta stare male, piangevo, quando supplicavo i miei genitori che non mi sfiorassero, tanto mi disgustava quell’odore, che si portavano addosso per tutte le vacanze di Natale. Esigevo che non mi sfiorassero, che non toccassero nulla che mi riguardava, vestiti e posate comprese, ma non capivano, non avevano quella sensibilità. Mi lavavo le mie posate, il mio bicchiere e il mio piatto; tutto. Dovevo esser lasciata in pace. Che schifooooo!!! Quell’odore, il tuo odore, è ciò che mi farò star male da qui in avanti per giorni, direi. Mi è entrato nelle narici, da là non se ne andrà a lungo. Intanto, dalle narici scende anche fino alla trachea, poi alla bocca dello stomaco e ho la nausea, il voltastomaco. Credo che sia la cosa che più mi traumatizzerà da questo episodio, per niente direi i tuoi resti. Sai che mi dicono in più? Non dovevi respirare col naso, è un odore che rimane davvero. Sì, certo, perché mi capita tutti i giorni di respirare aria di morto fresco. Come ho fatto a esser così sbadata e a respirare dal naso? Ma daiiiii.. Aspetta, vedo ancora pezzi tuoi.. Ma è la schiena quella??? Temo di sì.. Eri proprio peloso, ragazzo mio. Caspita, hai invaso ben metà della stazione e anche un po’ verso il treno. Invadente! Aspetta, il collega mi indica qualcosa sulla banchina.. Vado. E il tuo zaino. Ehi, ma.. E riposto con tale attenzione.. Vado per afferrarlo, ma mi fermo per tempo e leggo le tue ultime volontà, scritte sullo zainetto stesso: Voglio esser cremato in cenere. Da quanto avevi premeditato di suicidarti? Da quanto eri là? Ancora non so darti un’età, ma lo zainetto mi fa pensare a un ragazzino, mentre il tuo corpo mi fa pensare che sei un uomo, così ipotizzo che tu abbia tra i 16 anni e i 35. Scoprirò solo poi che sei dell’81, come me, ma parlano di un 30enne, quindi suppongo tu dovessi ancora fare il compleanno. Intanto, il pensiero che tu possa esser un sedicenne, mi fa stare davvero male. Non che scoprire che tu sia più grande mi faccia piacere, ovvio. Ormai ti abbiamo trovato praticamente tutto ed ecco arrivare la Polizia. Rileviamo con loro i pezzi che abbiamo trovato, ma anche loro devono ripercorrere tutto il percorso fino al treno, perché è la prassi e poi vai ricomposto. Il CT mi dice di tornare sul treno, per dare la giusta assistenza ai pochi passeggeri a bordo, così mi volto verso il treno, lasciandomi l’illuminazione alle spalle e mi trovo a sbattermi contro un buio mai più inquietante di quel momento. E’ stato una cosa di pochi secondi: mi giro, il buio davanti a me, il tuo odore dentro di me e il treno così lontano; mi sento tornare piccola, mi assale un’improvvisa forte paura e un unico pensiero: non abbiamo trovato la tua testa e rischio che tornando al treno, sia io a doverla trovare, là da sola nel buio totale, perché la mia lanterna serviva al collega. Tentenno. Mi blocco. Temporeggio, sperando che anche gli altri si avviassero, per potermi unire a loro. Ho temporeggiato quel che basta per sentire dire al macchinista che tornava anche lui al treno, perché aveva lasciato l’altro macchinista sotto shock (poverino, si è visto te buttarti davanti i suoi occhi e si è sentito impotente, sai che frustrazione???). Tiro un respiro di sollievo (non l’avessi mai fatto, perché il tuo odore mi entra più forte dentro..bleah). Appena inizio a camminare col poliziotto, gli dico della paura di trovare la tua testa, nel buio della notte e lui mi tranquillizza, dicendomi che l’avevano già trovata (mi indica con lo sguardo dove) e mi dice che tanto non era rimasto nulla, perché il cranio era tutto storpiato e la velocità del treno aveva risucchiato tutto, sia interno che esterno di quella testa ormai inesistente. Quello stesso poliziotto è quello che mi disse di non respirare col naso.. Se se, aspetta che la prossima volta me lo ricordo; ma vai :-p. Mentre il poliziotto e io camminiamo e gli indico tutti i pezzi tuoi trovati, mi dice che aveva giusto finito di mangiarsi una pizza margherita e rimpiangeva di averla mangiata (mi racconta che ogni volta che gli è toccato andare a trovare i resti di altri suicidi sotto il treno, gli succede puntualmente, dopo aver finito di mangiare; non lo invidio). Arriviamo al treno, apro l’ultima porta del treno e il poliziotto mi aiuta a salire, perché il predellino è là in alto. Il poliziotto sale con me, per dare insieme assistenza ai passeggeri, che erano ancora relativamente tranquilli, perché non siamo stati via molto, anzi, direi che siamo stai abbastanza veloci, fin là e attraversiamo tutte le carrozze per rispondere alle esigenze di tutti. Il poliziotto mi spiega che ci vorrà da un minimo di un’ora e mezza alle tre ore, per tutta la procedura tra arrivo del medico e la parte giudiziaria e, data la sua esperienza in merito, mi dice cosa dire o non dire ai passeggeri per non farli preoccupare. Sono circa le 23, il poliziotto mi lascia per scendere dal treno e mi avvisa che mi chiamerà a breve per aver i dati della locomotiva e quelli dei macchinisti. Lo saluto, chiamo i macchinisti per avere i loro dati, in modo da esser pronta in qualunque momento per la telefonata del poliziotto e sento il macchinista che era rimasto sul treno, piuttosto tranquillo, forse si sta facendo più forza per stare meglio, cerca di ridere e ironizziamo sul fatto che abbiamo entrambi molta fame (avevo fatto colazione alle 10, poi son stata in pista a Monza a vedere le mie amate brum brum girare; a questo giro ci sono le mie bellissime 500 girare e torno mentalmente alla mia infanzia; mi ero portata della frutta per cena, perché avendo sempre zero fame, ero certa che mi sarebbe bastata, ma oggi, non so perché, mi viene una fame improvvisa, appena presi servizio, quindi, tempo di fare partire il treno alle 17.35 e mi divoro quella frutta, prima di andare tra i passeggeri e.. Oh oh, la fame A? ancora forte.. Ma da quando???) e gli dico che avrei proprio voglia di una mega brioche calda ripiena colma colma di Nutella e lui condivide :-p ( riferirò della voglia di questa brioche strabordante di Nutella, che già assaporavo e quello dell’Impianto di Venezia, che è stato molto carino e molto sensibile in quei momenti, mi dice che se fossi stata là vicino, me l’avrebbe portata personalmente, perché conosceva un posto là che le faceva favolose anche a quell’ora (aspetta che la prossima volta dico alla gente di suicidarsi sotto i miei treni, nelle sue zone, così ho la brioche.. Certo, come no :-p).

A un certo punto, comincio a ricevere telefonate da ogni parte: il collega CT del 9825, che mi spiega di esser fermi a Rimini per noi, ma non riesce ad avere notizia alcuna, perché la Sala Operativa risulta sempre occupata (certo, molte delle volte, la Sala Operativa era al telefono con me, per gestire la situazione di bordo e non solo, se non stava parlando con tutte le figure ferroviarie e oltre); la Sala Operativa stessa; il poliziotto, l’Impianto di Venezia. Le telefonate erano tante, non riuscivo a respirare un attimo, perché o rispondevo ai passeggeri o al telefono, ma a un certo punto chiedo al collega del 9825, alla Sala Operativa, all’Impianto di Venezia, al poliziotto, perché tutti chiamassero me, che non ero il CT e la risposta comune è stata che il CT non rispondeva; forse era andato in tilt, forse era in panico, forse sotto shock.. Chi può dirlo? E’ umano, in certe situazioni, reagire nei modi tra i più svariati; lui, il mio collega, aveva forse solo bisogno di isolarsi e di chiuderai. Chi lo sa. So solo che chiamava solo me, ero l’unica con cui pare comunicasse, mi diceva, con voce normalissima, di chiamare questo o quell’altro e io c’ero, stavolta ce la potevo fare; ho la forza e la maturità sufficienti per affrontare tutto ciò e il mio vero essere è ciò che mi ha distinto: il sorriso e la risata, che non ho mai perso ed è proprio il collega del 9825 a sottolinearmelo, durante una delle nostre comunicazioni.

E’ praticamente mezzanotte, la fame mi divora, ma non c’è niente da mangiare, finché, apriti cielo, il tipo del carrellino a bordo mi da una brioche. Yuppie! Ehi, ancora non basta: f-a-a-a-a-a-m-e!!! Dopo un po’, arriva l’autorizzazione della Sala Operativa per far dare tutte le provviste e bevande rimaste nel carrellino ai passeggeri. Non voglio chiedere per me, mi sembra brutto, perché sono destinate ai passeggeri, ma alla fine cedo, perché devo rimanere in forze, vigile e attenta, fino a quando non sarà terminato tutto e allora chiedo quell’unica confezione con due tramezzini al tonno, che ho notato, visto che non mangio carne e approfitto. Il tipo del carrellino ne trova un’altra confezione al tonno e me lo da veloce veloce ed ecco 4 tramezzini che son più che pronta a divorare. Apro la prima confezione e..ops: 2 tramezzini son volati via. Dove son finiti? Ovviamente nelle mie voraci fauci, per depositarsi con molta grazia nella mia vuotissima panza 😛 Ah già: la nausea non mi ha mai abbandonata, anzi! Ho avuto pure il forte desiderio di vomitare, ma mi rimaneva tutto là, nausea compresa. Una passeggera mi chiede come faccia a mangiare e con sguardo da occhi fuori dalle orbite, ma con un mega sorriso, il mio solito sorriso giocoso, le rispondo che lui è morto, ma io son viva e che se dovevo occuparmi di tutti loro e non solo, dovevo prima occuparmi di me e rifocillarmi per essere sveglia e in forze. Mi appresto così all’assalto dell’ultima confezione coi 2 tramezzini rimasti, addento il primo dei 2, mentre continuo a muovermi rapidamente e senza sosta tra le vetture e tra i passeggeri per dare assistenza e gestire le operazioni in corso e.. Non ce la faccio più: la nausea è a livelli fortissimi, prendo un tovagliolo, getto tutto quello che ho in bocca, corro in bagno e mi provoco il vomito, ma non mi riesce, non vomito un bel tubo; piango per l’esasperazione di quello schifo che sento in corpo e per non esser riuscita nel mio intento, mi rassegno, ma nel rialzarmi, sento che apparentemente la nausea non c’è più.. Era vero: la nausea mi lascia tregua per qualche tempo, che soddisfazione! Ritrovo sorriso e la mia solita grinta, esco dal bagno e affronto tutto al meglio, quasi contenta per non aver quella sensazione pesante addosso. Il tempo passa. E’ notte fonda. Do priorità a una ragazza incinta all’ottavo mese. Una passeggera mi assilla, perché deve arrivare a Pescara entro un certa ora, per prendere il suo volo da 3000 € per le vacanze, ma solo alla fine che scopro che questa è la verità, perché sino alla fine, la passeggera se ne inventa d’ogni: deve lasciare un figlio al suo ex compagno a Pescara e prendere un volo da Roma alle 10 del mattino e non può perderlo, perché non ha una casa dove andare, dove dormire, invece, non voleva semplicemente perdere il volo per le vacanze, che si era sudata caspita, c’è un morto di cui ci occupiamo e tu le inventi per andare in vacanza? Mi stai facendo smuovere la Sala Operativa, per poi scoprire che devi andare in vacanza coi tuoi figli? Nel frattempo, gli altri passeggeri cominciano a stufarsi, non comprendono che non dipende da noi e che la morte di un suicida non è una colpa né di Trenitalia, né di noi a bordo, ma la gente non capisce. Continuo a rimanere disgustata dalle persone. Sempre di più. Se c’è un merito che posso dare a questo lavoro, A? quello di potermi mostrare come sono le persone davvero, nella loro accidia, nel loro egoismo, nella loro perenne polemica, nella loro aggressività e rabbia per ogni cosa, talvolta senza motivo, nella loro cattiveria, nel loro scaricare le responsabilità agli altri, nella loro irresponsabilità e nella loro immaturità, ma soprattutto nella loro ignoranza. Raro è vedere umanità, cuore. Continuo a camminare tra i passeggeri e alcuni si lamentano delle temperature, quali troppo fredde e altre troppo calde, ma loro non sanno cosa significhi avere carrozze davvero fredde o calde; queste sono perfettamente fantastiche, ma vaglielo a spiegare mio caro, così, approfittando del fatto che li vedo passeggiare lungo il treno, per sgranchirsi, gli dico di cercarsi la carrozza con la temperatura a loro idonea in cui trasferirsi. Molti sbuffano, altri si preoccupano delle valigie. Dico io: ma se non può salire nessuno e a bordo ci siamo solo noi, chi cavolo può rubarvi le valigie???? Li faccio prendere consapevolezza di ciò e sistemo le cose, ma c’è sempre la persona rognosa che te le deve fare girare ed ecco la passeggera stronza, che non le interessa che tu sia morto e si lamenta con acidità della temperatura fredda. Le rispondo una volta, le rispondo una seconda volta, ma lei imperterrita vuole attenzioni solo per lei, non vuole spostarsi, dove c’è la temperatura giusta per lei, non ne vuole sapere e allora si merita di esser ripagata della sua insensibilità: mi chino verso di lei, poggio le mani sul tavolino, reggendomi alle sue estremità, la guardo fissa negli occhi, con occhi sgranati, abbasso la voce, che esce calma e calda, a investirla della sua stessa insensibilità e le sbatto in faccia tutto quello che ho vissuto da quando son scesa dal treno, tutto ciò che ho visto, sentito e provato, nausea e vomito compresi; le dico di aver visto i resti del tuo corpo, il tuo trono qui, il tuo cuore là, il tuo piede da quella parte, le budella nel centro, l’odore nel mio naso scendere in ogni mia parte, la nausea che mi ha provata..bla bla bla..e le chiedo quanto credesse che io mi potessi occupare e preoccupare di questa adulta viziata? Era sbiancata, ammutolita, non ha più detto niente, eppure conservava sul viso, quell’espressione di stizza, che mi faceva venir voglia di prenderla a schiaffi, ma finito di dire la mia ultima parola, non le concedo nemmeno un altro secondo del mio tempo, mi alzo e me ne vado a occuparmi di tutto il resto.

Finalmente, ci danno l’ok: operazioni concluse. Vengo a sapere che hanno chiamato i tuoi genitori e mi viene da piangere, pensando al dolore che gli è stato inflitto in quell’annuncio e prego che non li obblighino al supplizio di dover veder i tuoi resti, anche se avranno dovuto fare il riconoscimento di quello che ti apparteneva e qualcosa l’hanno sicuramente vista; povere anime.

Arriviamo ad Ancona, dove a questo punto io e il collega ci saremmo dovuti fermare, invece di proseguire fino a Pescara, come avremmo dovuto, secondo il turno, invece ad Ancona ci chiedono di proseguire, se ce la sentivamo, perché non avevano altro personale che potesse scortare il treno fino a Pescara. Cosa fai allora? I passeggeri non avrebbero capito, anche se ce ne saremmo potuti fregare, perché le nostre condizioni fisiche e non, vengono prima, ma, almeno per quanto mi riguarda, non ho mai abbandonato la nave per prima, ho sempre fatto il mio dovere fino in fondo, almeno nelle situazioni critiche, come accadde quella notte di febbraio, bloccati tutta notte nella neve fino al mattino dopo, quindi ad Ancona carichiamo le provviste per i passeggeri e i cestini per me e il mio CT e facciamo ripartire il treno per permettere ai passeggeri di arrivare a destino.

Arriviamo a Pescara alle 2.30 e il collega e io riusciamo a prendere il treno notte delle 2.40. Potevamo fermarci a dormire a Pescara e rientrare non appena svegli, ma il collega e io concordavamo sul volere dormire nei nostri relativi letti di casa nostra, per poi svegliarci in casa propria e poi… Io avevo la consapevolezza che non avrei chiuso occhio; avevo la consapevolezza di non riuscire più a stare al buio da sola e da quella notte, non ho più dormito. Continuo a ringraziare di non aver mai trovato il tuo volto, per non associare ciò che ho visto, alla tua faccia, perché se da tutto ciò ci si riprende, dall’associare i tuoi occhi ai tuoi resti, non credo ci si riprenda presto e con semplicità.

Rimborso e risarcimento: che parole brutte in questo contesto. I passeggeri esigono il rimborso per tutto il ritardo, come se c’entrasse l’azienda. Care persone: quanto mi fate schifo! L’azienda non ha colpe in merito e voi pretendete il rimborso; io per il disgusto, vi dico di mettervi il rimborso proprio là, dove ben sapete e vi auguro che vi vada di traverso ogni singolo centesimo che prenderete. Ogni centesimo di quel rimborso, non vi viene elargito da Trenitalia, la quale chiede il risarcimento per ogni minuto di ritardo, alla famiglia del morto; ogni minuto costerà a queste famiglie oro, si parla di tante centinaia di € per minuto, per coprire le spese sostenute dall’azienda e per dare a voi miseri il rimborso che tanto contestate. Così facendo, aumentate il disagio di queste persone che già stanno soffrendo per la morte di una persona che amano e che non c’è più e in più si vedono costretti a dover sborsare migliaia di €, per qualcosa di cui non hanno colpa. Chi lo sa se li hanno tutti quei soldi? E se per questo, ora si dovranno indebitare? Ma l’avete una coscienza e un cuore? Non ho parole per il disgusto e per il dissenso verso tutti voi che mi circondate, per la vostra crudeltà, insensibilità, egoismo, ipocrisia. Spero che questo episodio e queste mie parole vi possano far riflettere e non vi facciano fare altrettanti errori, come richieste così assurde; il rimborso. Bleah. Che vi vada di traverso il rimborso. Che danno avete arrecato a queste famiglie, già sofferenti. Voi avrete il vostro rimborso, loro non avranno mai più il loro caro. Qui non vi sono colpe, se non le vostre. Riflettete e recuperate le vostre anime, ma soprattutto i vostri cuori, che avete abbandonato e perso e sostituito col portafogli.

Paolo, davvero non so cosa ti abbia spinto a fare questo tuo gesto, così inconsulto per noi tutti. Ti dirò: se fossi stato vivo, ti avrei stretto la mano per aver dimostrato di avere così tanto coraggio nel decidere di fare una cosa così..importante nella sua tragicità, ma mi chiedo, perché non hai usato questo coraggio, che hai dimostrato di avere, per decidere di affrontare ciò che ti ha spinto a questo passo così..uff..decisivo. Perché cavolo non hai deciso di tirar fuori le palle per vivere con coraggio, piuttosto che usare il coraggio per morire???

On board-ciuf ciuf time ( 1): ..e Ivano.

Ivano, che collega ragazzi!!! E’ un pezzo di pane, un bambinone coi capelli bianchi..alto alto, magro magro, ansiosissimo, tanto quanto è alto..oggi il mio CT, il mio capotreno..vedo lui e già ghigno; ok, stasera sarà un buona giornata di lavoro, perché con lui non può diventare brutta..è tutto un: ” questo mondo sta andando alla rovina..non ce la faremo mai a partire in orario, ci son troppe cose da fare prima della partenza..se siamo fortunati, è tutto un disastro..la vita è una guerra..bla bla bla”..come direbbe un mio A-mico: “un gatto attaccato alle p…e!” 😛 già, ma sempre un pezzo di pane rimane ed è troppo buffo, ma teneramente parlando, perché lui non si muove col trolley che tutti noi capitreno abbiamo in dotazione, lui si muove con un valigione da far degna concorrenza ai passeggeri americani, che hanno dei valigioni stratosferici, come se si stessero trasferendo dagli USA e nel sui valigione, solo Ivano sa davvero cosa c’è, perché una persona normale difficilmente potrebbe sollevarla tanto è pesante; noi sappiamo solo che ha viveri per un intero anno, guai se non si porta una decina di paninozzi iper-imbottiti, fosse mai che ci tocchi saltare il pranzo o la cena in servizio, eppure gli viene lo stesso l’ansia 😛 E’ solo estremamente insicuro, intimorito da tutto e da tutti, ha bisogno di costanza, tempo, metodicità, ripetizione, deve poter sentire di aver il controllo di tutto..al che mi chiedo: “e che caspita sei venuto a lavorare a fare in Ferrovia???”…è antitetico alla sua persona..”se solo fossero più logici, più coerenti..più qua, più là”..ma la Ferrovia non sarà MAI nulla di tutto questo ed è la prima cosa che mi hanno insegnato e che ho imparato, quando sono stata assunta: “ricordatevi: dove inizia la Ferrovia, inizia la logica!”. Sacro sante parole, da imparare meglio del Rosario. Ogni volta che io e Ivano viaggiamo insieme, eccolo: “meno male che ci sei tu oggi con me, Lorena; ma non possiamo viaggiare sempre insieme? Tu sai come prendermi, con te sono sereno, perché mi sai trattare e mi fai calmare”. Ivano ha solo bisogne di rassicurazioni, di attenzioni, di esser ascoltato ed esser preso seriamente. Oggi mi ha fatto una grande tenerezza, perché stava male, è stato ferito..dalla Ferrovia, dai colleghi, dalla malignità degli ignoranti, che sono i più in Ferrovia, quelli che occupano il loro tempo Ferrovia-casa / casa-Ferrovia..ops..e ciarle! Occupano gli spazi vuoti, facendosi gli affari degli altri, molti inventati, la maggioranza e feriscono/rovinano così un sacco di persone, perché le feriscono in primis, le inguaiano poi. Ivano sogna di poter passare il più del suo tempo su un palco a cantare. Non è così bravo, cioé non è tutta questa gran voce, ma ama cantare, anzi AMA cantare. Ha studiato canto per tanto tempo, ha studiato anche la chitarra, adora strimpellare e ci mette l’anima, ne è convinto e lo ammiro anche solo per questo. Durante le trasferte, ci sono località in cui ci sono i karaoke e lui, a termine del servizio, va a mangiare, dove si può cantare..ANDAVA..già, perché qualcuno si è inventato che lui chiede certi giri, perché ha i suoi intrallazzi, non dorme mai e arriva tardi al treno…Ivano???? Ma che biiiiiiiiiiip dite!!!! Almeno inventate queste cattiverie su qualcuno più credibile, non Ivano, che arriva a lavoro con minino DUE ore di anticipo, perché ha l’ansia di trovare più traffico, di incorrere in qualche imprevisto, di non trovare parcheggio, che “cada il Monte Bianco”, come dice mio papà, quando si riferisce all’impossibile; lui, Ivano, che arriva al treno 50 minuti prima della partenza, invece dei 30 previsti, avendo già fatto quello che è previsto facciamo, durante i 30 minuti previsti..LUI, cazzarola, eddai, non dite assurdità su uno così, perdindirindina!!!! Eppure, qualcuno ha dato spazio a queste calunnie, queste assurdità e Ivano è stato ripreso..io direi intimorito, perché ormai ci manca che, ogni volta che ne parla, pianga. Mi fa tanta tanta tenerezza e tristezza, perché non se ne capacità e a nulla serve che io e i colleghi gli diciamo di stare tranquillo, che devono prima dimostrare che lui arriva tardi al treno (ed è impossibile!!!! Noi ancora dormiamo, che lui è già al treno!!!)..povero il nostro Ivano, a cui devo fare ogni volta da psicologa; lui gioisce, perché gli faccio da terapista, vuole che sia sempre in servizio con lui e io lo prendo in giro, dicendogli che lo posso sopportare massimo per due giorni lavorativi a settimana e che mi dovrebbero dare paga doppia, per sopportarlo e fargli, appunto, da psicologa..mannaggia ai maligni!!! Ma lo sapete che così mi tocca fare ancora più fatica col mio caro collega????? Prrrr 😛