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Emozioni Esperienze Lorena Chiara

Bugie o felicità? Opto per la seconda :-)

Un giorno smisi di raccontarmi una bugia grande grande..una bugia che non sapevo di raccontarmi..una bugia che pesava così tanto da condizionare molte scelte della mia vita correlate e che ha occupato troppo tempo..10 anni son tanti.. Un giorno decisi semplicemente di esser sincera con me stessa: mi sono ascoltata; mi son accettata e riconosciuta in quella verità e non in quella bugia. Quel giorno mi liberai del peso di una grande bugia, importante, tanto importante, che, appunto, nemmeno sapevo di raccontarmi e liberarmene, mi ha lasciato e mi ha donato una immensa leggerezza..da quel giorno, ho iniziato a lavorare per trovare nel mio inconscio se e quali altre bugie condizionano la mia vita, le mie scelte, la mia felicità..se solo ciascuno di noi iniziasse col cercare la propria bugia che lo condiziona, avremmo sempre più persone che stan bene con sé stesse e di conseguenza col mondo, con tutti noi..ma quante più facce col sorriso ciò circonderebbero? Quanto sarebbe più bello questo mondo? Insegnatelo a voi bimbi, al nostro mondo..loro e tutti noi insieme..e ora: sorridete! Regalatevi un sorriso..questo è il mondo con cui inizio la mia giornata 😀

 

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Emozioni Esperienze Lorena Chiara

Lezioni di vita..decidere con la propria testa e ascoltare sé stessi.

Ogni singolo istante da noi vissuto può insegnarci qualcosa, sta a noi avere gli occhi aperti e le orecchie ben spalancate, ma soprattutto la volontà di captare, esser predisposti e open-minded.

Quando il 2 dicembre (2011) andai a tagliar i capelli, mi feci convincere a cambiare anche colore..risultato: stavo male!!!!! Non parlo esteticamente, ma moralmente. Ero ancora là con la testa poggiata al lavandino e il resto del mio corpo sdraiato sul lettino e mi ero di botto spenta, ero triste, demoralizzata, affranta, ero delusa e amareggiata..e non mi ero ancora vista, ero ancora in attesa del termine della prima decolorazione..già: la prima di 2, perché dopo il primo tentativo non riuscito, si passò a una seconda decolorazione e l’esito fu ugualmente uno scempio e, comunque, quando mi vidi allo specchio, ero costernata e atterrita, ammutolita…ma a me non serviva attendere di vedere il risultato allo specchio, perché avevo già sbagliato: mi ero ferita da sola, mi ero appena accoltellata da sola, mi ero tradita con le mie mani, perché? Perché NON avevo ascoltato ME STESSA. NON mi ero data ascolto, NON avevo assecondato quello che volevo io, ma quello che volevano gli altri e la colpa era la mia, non la loro. Ero palesemente “incazzata” con loro due, con gli artefici del malfatto, ma la vera artefici ero io, perché gli permisi di farmi convincere da loro. Dani non era l’artefice della mia recente trasformazione, ma capito nel momento giusto, ad hoc, come si suol dire. Capitò a fagiuolo. Calcò la mano su un processo, che già stava avvenendo in me negli ultimi tempi e il suo ruolo fu quello di spingere, di spronare, di velocizzare il percorso che già iniziai da sola, ma a lui rimproverai, con la storia del colore biondo GIALLO che non volevo farmi, l’avermi forzata a fare qualcosa che voleva LUI e non io. A Sara, la mia parrucchiera, rimproverai implicitamente di non avermi detto PRIMA che non era sicuro di ottenere il risultato previsto inizialmente. Dani e Sara si coalizzarono e io glielo permisi. Loro, però, hanno ZERO colpe e io ne ho il 100%. Il lavoro fatto da Dani, dal giorno in cui lo conobbi, consisteva nel rispondere a un mio bisogno: esser presa per mano, condotta verso scelte e passi che non ero pronta a fare da sola e che non volevo fare da sola. Avevo bisogno di qualcuno che si occupasse di me, che si prendesse cura di me, che decidesse e scegliesse per me, così che se sbagliava, avrei potuto addossargli tutte le colpe e mi sarei sentita più leggera, libera dalle responsabilità, che le scelte comportano..questi sono meccanismi che attuano praticamente tutti o comunque in molti.

Non voglio raccontare, come mio solito, minuto per minuto com’è andata; voglio solo raccontare della lezione che ho imparato..qualcosa di importante che ho imparato da un episodio e da una cosa che vien comunemente ritenuta frivola.

Mi ci vollero giorni..tanti giorni..troppi giorni..per mandar già la cosa, per metabolizzarla, per maturarla, per elaborarla, per farla mia..ma poi ce la feci..non potevo e non dovevo avercela con Sara per non aver raggiunto da subito il risultato promessomi. L’indomani mattina, quando corsi da lei, dopo aver pianto per ore per lo sfacelo, dopo aver chiamato la mia mamma per correre in mio soccorso e lo fece, dopo aver chiesto a Sara di rimediare all’obbrobrioso colore sulla mia testa, dopo che mi disse che non c’era posto e che dovevo aspettare fino a martedì, dopo che me ne andai con la coda tra le gambe, la testa china e l’umore nel wc, dopo che l’assistente di Sara venne a chiamarmi per la piazza, dicendomi che era improvvisamente saltato un appuntamento e che potevo cambiar colore subito (1-e fu così che mi feci color cioccolato per rimediare; 2- e fu così che gli eventi non fecero che ribadire quanto io sia una persona fortunata :-))) ma vi pare che potevo presentarmi a lavoro GIALLA???? :-p ), dopo che ci mettemmo all’opera per riordinare la mia testolina, Sara mi disse con molta stizza e piuttosto seccata: “la prossima volta non dirmi di fare quello che voglio”.

E aveva ragione!

Mi si aprirono improvvisamente gli occhi, che avevo voluto tenere chiusi da chissà quanto tempo, mi illuminai e mi mancava poco per gridare EUREKA! Già, perché là capì che la colpa e la responsabilità erano meramente mie e non di Sara, a cui dissi su alcune cose “fai tu”, né potevo avercela con Dani, per essersi coalizzato con Sara per convincermi a farmi GIALLA. Io avevo la facoltà e il potere di dire la mia, di dire ciò che volevo, di non permettere qualcosa che non volevo accadesse, di dire NO..e non lo feci! Rabbia, collera e frustrazione divennero sempre più intensi, ma sto così cambiando nel tempo, che sto sempre più imparando a convogliare le energie usate per sentimenti ed emozioni negativi per trasformare questi stessi in positivi e così feci, ma soprattutto ce la feci: da quel giorno decisi che dovevo decidere con la mia testa, dovevo imparare ad avere le idee chiare, a chiarirle, a renderle nitide, a fare solo quello che fa per me, a fare quello che mi sento di fare, ad ASCOLTARE ME, la mia testa, i miei pensieri, le mie emozioni, i miei sentimenti, il mio cuore..ogni giorno un pochino di più ed è per questo che sto diventando sempre più una persona migliore, sempre più coerente, sempre più felice..sempre più un casino di donna 😛 ma felice, felice e felice, anche se non ho combinato ancora nulla, ma grazie a quanto ho imparato, ho iniziato l’anno nel modo migliore, facendo qualcosa che desideravo fare, senza farmi condizionare dagli altri ed è stato il capodanno più bello della mia vita, perché ho intrapreso la relazione più importante di tutta la vita: quella con me. Se solo tutti coloro che mi circondano imparassero a fare lo stesso, ci sarebbero sempre più persone felici. Aprite i vostri occhi, le vostre orecchie e i vostri cuori e otterrete il bene più grande: la felicità.

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Bambini Esperienze Volontariato

Una musica..per il cuore.

Non so che ore siano. Non ho più l’orologio..santa benedizione non aver quello strumento tanto utile, quanto malefico, perché ti rende dipendente dal tempo…sarà stata una fortuna averlo perso quel giorno? Chissà..

Sono al Telefono Azzurro, sono, più di tutto, presissima dai bimbi che chiamano, oggi sono più “loro”, oggi li “sento” di più..presa dai soliti pensieri e impegni, ma anche dalla mamma, che come fosse lei una bimba, si affida a me, in cerca di protezione..quella che non ha mai realmente avuto..e di una guida: ” Chiara fai tu che sei capace..Chiara non capisco, non lo so fare..”..o di una balia??? mmmh.

Rifletto. Rifletto sulle parole e sulla correzioni di Daiana (è scritto proprio così come si legge). Mai come questa volta, le sue parole hanno colpito a fondo: “modula il tuo ritmo..rallenta i tuoi tempi..falli sentire al sicuro..falli sentire tranquilli..dagli tempo di riflettere..se parli piano, lentamente, dai tempo a te stessa e a loro, così non si sentono bersagliati e sotto inchiesta, ma la tua lentezza gli da modo di pensare alla risposta, perché gli dai eco tu stessa..”..beh, non sono le sue testuali parole, ma questo è il senso..e queste parole risuonavano dentro la mia testolina (qualcuno riderà, pensando che almeno ho finalmente riempito la mia testolina con qualcosa :-P..va beh, ve l’ho servita su un piatto d’argento 😛 ) e mi hanno illuminata, perché ho capito/pensato che questo mi serve non solo coi bimbi del Telefono Azzurro, ma con tutti, col quotidiano, con me stessa..non è difficile modificarsi, ma non è impossibile; ci vuole metodo, costanza, perseveranza, impegno e volontà..e io li ho..anche se son tosta 🙂

Concentrata..sì, concetratissima ..sulle parole di Daiana, sui pensieri, sui bimbi che chiamano..ma qualcosa attira la mia attenzione. Non capisco cosa sia, cioé, non ci presto reale attenzione..so solo che qualcosa mi ha distratta da tanta concentrazione..sì, anche prima sentivo gli altri parlare in sala, ma “sentivo”, senza “ascoltare”..eran solo suoni che vagavano nell’aria che mi circondava..ma qualcosa ha “inquinato”, forse “contaminato” quell’aria..suoni estranei..suoni dall’esterno..la mia attenzione si proietta a sinistra, verso quegli enormi finestroni..mi accorgo solo ora che è tardi. Fuori è buio buissimo. Wow, mai stata fino a così tardi che io ricordi o, comunque, può esser accaduto solo durante la formazione..7 anni fa??? Già..vola il tempo..piano piano comincio a metter a fuoco cosa mi ha distratta..molto lentamente, direi..ecco quelle note arrivar alle mie orecchie, come un dolce aroma si insinua nelle narici, per addentrarsi fin nel profondo, dentro di te..musica..mera musica..è jazz..ecco delinearsi una scena da film, degna di un grande classico d’altri tempi..vivo quella scena, respirandola nell’aria..è magia..immaginate di esser di fronte alla tv o meglio ancora, al cinema, dove immagini e suoni vi circondano, vi accarezzano, vi avvolgono..di fronte a voi una scena al buio; lei o anche lui, se volete, in una camera al buio, affacciata sulla strada deserta..una viuzza probabilmente..una strettissima viuzza francese, perché no??? L’aria è già romantica di per sé, ma ecco quella musica arrivare all’occupante di quella stanza, immersa nel buio..avete presente i cartoons ( i cartoni animati), alla “Bip Bip” e Willy il Coyote, come anche molti altri cartoni, insomma, dove i profumi prendono forma in infinite scie che vi afferrano per il naso e vi portano a sé? Questa musica vedetela allo stesso modo..la sentite? Sinuosa, armoniosa, ammaliante, calorosa, sensuale, provocante, familiare..vi fa sentire a proprio agio e vi culla nello scorrere dei minuti e delle ore di piacevoli serate…io mi sento proprio così. Quelle note che sento vaghe, arrivar da là fuori, mi affascinano, perché mi fanno sognare..mi sento in uno spazio indefinito senza tempo..gli occhi mi brillano, perché un enorme sorriso mi invade; un sorriso nato da un’inconsapevole consapevolezza di esser l’unica ad aver dato peso a quanto stava accadendo, l’unica che ha saputo apprezzare quel momento, l’unica che se n’é accorta, l’unica che lo ha vissuto.

I bambini continuano a chiamare e ora gli trasmetto quel sorriso, solo che ora sono anche conscia della presenza di quelle note che mi accarezzano e il sorriso è sempre più ampio..e i bimbi lo sentono.

Mi guardo intorno e non c’è quasi più nessuno in sala: ci sono io e altre 2 o 3 psicologhe al telefono coi bimbi. Passa qualche tempo e in un attimo concesso per due chiacchiere, dico a una di loro, quanto fosse bello stare là in pochi, col buio fuori e quella Musica..lei mi guarda, senza pronunciarsi, ma con lo sguardo mi diceva: “di cosa parli? Non ci vedo nulla di speciale”.

Che peccato: come fanno a non rendersi conto di cotanta bellezza? Sono ora divisa tra la perplessità di questo, del fatto che le persone persistano a non accorgersi di cosa ci succede intorno, del fatto che non vivano i mondo in cui viviamo e che non sappiamo notare-apprezzare-amare simil beltà..ne son mai stati capaci..mi chiedo? O..perché non ne sono più capaci? Ed eccomi, dall’altra parte del mio conflitto interiore..nei miei pensieri.. gongolare della fortuna che ho a esser così come sono, così capace di tanta sensibilità, così capace di godere di questi momenti, di certe chicche, di tanta fortuna..grazie Chiaretta per esserti concessa per l’ennesima volta di esserti vissuta un momento che per me era unico; unicamente romantico e magico…e se non fossi andata là al Telefono Azzurro per ESSERCI per i bambini, mai avrei avuto tutto ciò: grazie bambini, grazie d’esistere!

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Emozioni Esperienze Senza categoria

Ciao Alicia..

La vita è strana e bella anche per questo..in qualunque momento della tua vita incroci la tua strada con migliaia di persone; molti di loro saranno solo marginali nella tua vita, alcuni di passaggio e in pochi lasceranno un segno profondo..così conosci Michael, un cliente prima, un amico poi e con lui ecco la sua splendida famiglia australiana: una persona speciale dietro l’altra, tra cui Alicia..la mamma..una splendida donna, combattiva, forte, raggiante, ma malata..ci ha provato con tutta sé stessa..i fottutissimi medici le avevano assegnato la sua data di scadenza..marzo 2011 era il suo termine massimo, non doveva nemmeno vedere l’inizio di quel mese, secondo loro, ma a marzo era ancora più viva che mai..i medici stupiti addirittura del suo miglioramento, il suo cancro al seno le stava dando tregua ed ecco là il nulla osta per fare il viaggio che da una vita desiderava fare: desiderava tanto tornare nel suo paese d’origine, l’Italia e ce la fece!! E questo mi permise di conoscerla. Superò un infinito viaggio dall’Australia all’Italia per rivedere il suo bel paese, ma in tre mesi qui, vide ben poco, troppo stressante ogni suo spostamento..il solo volo era stato troppo per lei..ma a lei bastava anche solo respirare quest’aria, le bastava esserci e ce l’ha fatta..ha dimostrato che si può ottenere ciò che si vuole, anche se non è sempre “come” si vuole..quasi alla fine della vacanza qualcosa non è andato e il cancro l’ha lacerata, ho potuto vedere il suo dolore, fino a quai sentirlo là con lei..ma non ha mollato..e così con la sua bella famiglia (col marito, col figlio Michael, con la figlia Talyea, coi due più bei nipotini del mondo, due splendidissime creature autistiche, speciali nel nascere) ha fatto rientro in Australia e il cancro non le ha dato più tregua, è arrivato fino alle ossa e pochi minuti fa (le 2 di notte a Perth, Australia), Alicia ha emanato il suo ultimo respiro nel sonno, quel sonno che le ha tolto per sempre ogni sofferenza..so di esser stata a modo mio più fortunata di lei..il mio cancro mi ha fatto il solletico e non è ho mai sofferto, ma lei era come me o io come lei..ci teneva tanto che la raggiungessi in Australia, mi diede col cuore quel dollaro, affinché lui mi portasse da lei un giorno..non ce l’ho fatta dannazione, ma glielo promesso..le ho promesso che sarei andata là e lo farà: voleva che mi occupassi di Talyea e di Michael; fu il nostro accordo il giorno in cui la salutai per l’ultima volta in quel di Roma, quando la disturbai per salutarla, mentre giaceva nel letto e, quatta quatta, si alzò, rovistò nella sua borsa, cercò quel dollaro per donarmelo come pegno di una promessa, si affaticò per tutti quei gradini, pur di giungere fino a me..ricordo come se lo avessi davanti ora quel suo sguardo supplicante e supplichevole di non abbandonare mai la sua famiglia (ricambiai lo sguardo con una promessa nel cuore) e sento ancora le sue labbra poggiarsi sulla mia guancia..tremule, deboli, fredde, ma nel contempo così calde e nel suo abbraccio, mi scapparono quelle lacrime che anche ora segnano il mio viso..so che non dovrei, ma mi pesa e mi sento in colpa per non esser là ora 🙁 E ora, che la promessa venga mantenuta! Solo quella del viaggio però, perché quella di non abbandonare mai la sua famiglia è a vita..tempo di ritornare a lavoro, tempo di fare ancora 2+2 e organizzerò questo viaggio..fine ottobre/novembre?? Un bel mesetto in Australia per andare da Alicia? Perché no? Lei stravedeva per questo peperino passionale…io stravedo tuttora per lei, anche se non c’è più…Ciao Alicia, ora piango per te, ma col sorriso come quel giorno … 😉

 

Grazie d’esistere Alicia..già, l’ho detto proprio al presente, perché le persone non cessano d’esistere col loro ultimo respiro, ci sono per sempre..siamo noi a dimenticarcene col tempo…ma questo lo facciamo anche con chi ancora è su questa terra..non importa dove tu sia: ci sei, esisti ed è questo quello che conta!

 

Grazie per quanto hai saputo darmi… 

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Emozioni Esperienze Famiglia Lorena Chiara

Egoismo o cosa????

Perché siamo arrivati a vivere in una società in cui sono più importanti i soldi di una pensione altrui, di un’eredità, di una casa che nemmeno ti appartiene, invece che di un essere umano che ha bisogno di qualcuno che lo ami disinteressatamente e che si occupi di lui? Questa è la nostra società..questi siamo noi..già, ci si lamenta che questo o quello è colpa della società, ma ci si dimentica di questo piccolo grande dettaglio: la società l’abbiamo creata noi e solo noi possiamo cambiarla..sì sì, è proprio così!

 

Sono qui che scrivo piangente, per una discussione su mia nonna..una nonnina che stanno facendo morire i suoi stessi figli e io mi sento così impotente..certo, le posso dare tutto il mio amore, ma viviamo a 1200 km e per quanto sia cosciente, un telefono non può farci nulla e vederla per trasmetterle il mio amore non è così facile,anzi..a malapena riesco a vederla una volta all’anno..negli ultimi due anni..e se alla prossima vista, lei no n c’è più?? Quanto le saranno serviti quei pochi minuti di amore mio???? A me non basta, mi dispiace: voglio di più!!!! Voglio ridare un senso a quella sua vita che dei vili hanno reso misera..non posso fare i miracoli, non mi competono e non mi interessano..voglio solo darle quella vita migliore che merita, anche solo in qualità di esser umano..nel 2001 le hanno diagnosticato l’Alzheimer..e da buona famiglia meridionale ignorante: tragedia..non si sa come mai, sono 10 anni che per loro è in stato di Alzheimer avanzato grave..ma non è affatto così..non sarebbe mai arrivata a queste condizioni, se solo avesse ridimensionato la situazione come era giusto che fosse, sin dall’inizio..poi è arrivato l’ictus, che le ha mandato in malora le corde vocali e lei non può più parlare; ci prova, ma non ci riesce e soffre..soffre per l’immonda frustrazione che vive per questo e per tanto altro..eppure sarebbe bastato pagare sin dall’inizio un terapista che la riabilitasse, dopo l’ictus,ma la loro preoccupazione è non far uscire questa donna sofferente da quella casa, per paura che la compagna di quello che era il figlio-cocco, il più bello e il più? buono degli zii che avevo, mammone nel DNA (basti pensare che beveva al seno della donna che sta facendo morire, fino all’età di 6 anni), si approprino della casa, visto che hanno le pareti comunicanti..l’altra figlia e sorella vive dietro questa povera donna, mia nonna, e si sarebbe occupata di lei..sua madre..solo se le avessero intestato la casa e il terreno..E’ TUA MADRE CaxxO ..le figlie a Milano e in Svizzera se ne lavano relativamente le mani, scaricando la responsabilità a questi che vivono in Calabria, la zia in Svizzera preferisce farla soffrire così per l’egoismo di non soffrire lei stessa per la perdita di sua madre..solo perché non è lei nella testa e nel corpo di quella donnina, ridotta quasi all’osso, che all’età di 75 anni non ha quasi rughe, una pelle stupenda, ma un colorito così malsano..quelle gambe gialle, ormai bloccate, quel braccio e mano destri emaciati, viola, gonfi per i liquidi che trattiene e per la nulla mobilità; quel braccio sinistro quasi trasparente e quella mano più fredda di un cadavere, appesa a una flebo..che son convintissima non le serva!!!! Volevo urlare dal dolore, quando ho visto la piaga che mia zia le stava medicando all’anca destra, era lacerata, CRISTO!!! COME SI FA A FARLE TUTTO QUESTO!!!! DANNAZIONEEEEEEEEEE!!!!!!

Discuto ogni volta con mia madre per il suo non far niente o arrendersi alla prima difficoltà, che giustifica col fatto che il figlio prodigo, mio zio, non permetterebbe di portarla a Milano da noi per darle migliori cure e FARLA VIVERE..come si fa a fare davvero ciò??? Come???? Tu sei suo figlio, quella donna ti ha dato la vita, ha dato tutta sé stessa a voi, annullando sé stessa, vi ha protetto e via ha difeso anche quando il marito ubriacone la picchiava pesantemente..quell’uomo, mio nonno, che ora è il migliore dei nonni, il cui unico vizio sono quelle stupide sigarette e niente più, buono come il pane, che ora soffre per la donna che ama e che vede morire là, senza poter far nulla per lei..lui che ha tanto sbagliato per molto tempo coi figli, ma, soprattutto, con quella donna, che, nonostante tutto, gli è rimasto accanto tutta la vita per amor suo e lui ora C’E’, lui è là, al suo fianco a vegliarla e a piangere..l’ho visto e il cuore mi si è spezzato..ma non ci sono i suoi figli, che sono meritevoli di una denuncia per maltrattamento di quella donna..e arriverà anche a questo se serve..perché lei deve vivere da essere umano..è anche grazie a lei, se io sono al mondo, è il mio sangue, i miei geni. Il livello della mia frustrazione, ma, soprattutto della mia rabbia, raggiungono livelli inverosimili.. Non so come, ma troverò una soluzione, per lei devo farlo. Mio nonno non vede l’ora di venire con me a Milano, ma non senza di lei, non finché lei vive e io non mollo, non mi arrendo, versare qualche lacrima non mi farà di certo male, è più forte di me versarle, ma non sono la mia debolezza, forse, piuttosto, la mia forza..devo farcela e devo darmi da fare..se, poi, voi mi volete dare una mano, non mi da affatto fastidio, anzi.. ;-P

Vi prego per lei <3