QUESTO è Natale!!!!

QUESTO è Natale!!!!

Confermo: la nostra nuova donna delle pulizie è gnocca forte!!! E’ MOOOOLTO meglio della foto di whatsapp!!!!!! Fisico stupendo e bellissima in faccia.. Fabio lo può confermare. Simpaticissima e ci piace!!!! Si è presentata pure in anticipo…così mi piacciono le persone!!! Ora vediamo ai fatti come lavora, per ora, ha superato la selezione!!!!!

Sai la cosa bella??? La parte umana!!!! Le persone da chiamare erano 2. L’ultima mi era pervenuta da poco. Lei, la 1°, ne avevo i dati da un po’. Mi ero fissata, che se avessi dovuto chiamare qualcuno, arei cominciato da lei, perchè era la 1° arrivata a me. Proprio ieri dico a Fabio, che chissà che le stavamo facendo un regalo di Natale, visto che le stiamo offrendo lavoro proprio in questi giorni..beh, dopo esser stati in sua compagnia per circa 40 minuti, mentre era la l° per andarsene, ci dice che aveva quasi perso le speranze, stava ormai mollando nel cercare, non ci contava più, perchè le è morto il marito 4 anni fa, che aveva solo 44 anni..pazzesco..quindi è vedova e vive solo con la pensione di lui, visto che tempo fa ha perso il lavoro, ma la pensione non le basta, avendo anche un figlio…e, poi, le arriviamo noi e si è illuminata…mi vengono gli occhi lucidi al sol pensarci. Lo sapevo, che dovevo chiamare proprio lei, me lo sentivo, avevo detto pure questa sensazione a Fabio.

QUESTO è Natale!!!!

Passeggeri

Anche qui, ai 24° di Genova (si schiatta, specie con la divisa zero traspirante e foulard legatissimo al collo..dovessimo mai perderlo il collo), ancora ci facciamo domande INUTILI sull’intelligenza dei passeggeri, quando a soli 2 minuti dalla partenza a Milano, la PRIMA passeggera con cui entriamo in contatto, dopo aver camminato dalla carrozza UNO alla TRE, ci chiede:
“Scusi, dov’è? la carrozza OTTO? Ho camminato fino a qui e non l’ho trovata, non c’è?!!!”.

Come possiamo resistere noi a bordo con divisa, che ci richiede serietà, professionalità e..senza dare delle capre e ridere in faccia???? Glielo spiegate a quella, che se cammina dalla carrozza 1 alla 3 non la potrà mai trovare la 8 e, forse, le basta muovere il sedere e contare 4-5-6-7-8???? E questa, era la PRIMA passeggera, iniziando oggi alle 12.35..calcolando che finisco domani alle 10..peccato non potervele elencare tutte ahahahah. Lo scrivo cosi: divertita/perplessa/sconcertata/scompisciata/disarmata/piegata in 2 dalle risate ahahahah

Tu come vuoi vivere?

‘Fra 45 minuti, cioè alle 4.30 di notte, sono 24 ore che sono sveglia..e solo ora INIZIO ad avere sonno. Nulla di nuovo sinora. Stasera..anzi, ieri sera, poche ore fa direi, tra una chiacchiera e l’altra mi son sentita dire che erano stanchi per varie riunioni o perchè era stata una giornata pesante o perchè avevano fatto tanto, etc etc..e io guardavo e ascoltavo inebetita, mentre la mia testa pensava che io ero sveglia dalle 4.30 e avevo dormito 4 ore e 40. Silenziosa, ascoltavo gli altri lamentarsi e mi sono accorta che anch’io, in quel momento, stavo per mettere in atto un meccanismo, che praticamente tutti mettono in atto, ovvero concorrere alla gara del chi “MA la mia era peggio”, quindi stavo per replicare di cosa si lamentasse, quando aveva dormito più ore di me e si era alzato/a, quando io avevo già lavorato 4 ore..per fortuna, questo non è un meccanismo che mi appartiene, così il mio cervello lo ha subito riconosciuto sul nascere e cassato proprio là, lasciando i miei interlocutori concorrere a quella prestigiosissima gara, atta ad avvalorare le tue lamentele, così da sentirsi giustificati dal farle.
Al che mi son messa in discussione con me stessa, chiedendomi “dove” mi avrebbe portata, se avessi aperto bocca, per assecondare la gara altrui e all’istante ho capito che mi avrebbe solo allontanata da quella che sono.

Tu che vita vuoi condurre? Una vita in corsa per vincere la gara di chi è più sfigato, di chi “la mia era più grave/peggio/triste/etc etc della tua o ….?????

Il Tempo

Per l’indagine sociologica, il Tempo è:
1- l’elemento che, in quanto distribuito in varia misura tra una sequenza di attività (in senso lato, inclusi anche il riposo, il sonno e lo svago), caratterizza in modo determinante la vita quotidiana e, con essa, il livello e lo stile di vita;
2- una risorsa sociale, la cui disponibilità differenziale tra individui e gruppi, l’impiego a fini più o meno produttivi dal punto di vista del soggetto e il dispendio a favore di altri (anche sotto forma di tempi di attesa, in qualche modo imposti o necessari), sono strettamente collegati al profilo della stratificazione sociale;
3- una risorsa economica diversamente calcolata, utilizzata, controllata a seconda del tipo di società e del posto che in essa occupa la razionalità come valore e norma di comportamento;
4- la dimensione in cui si svolgono e in cui prendono senso i processi storici del mutamento e dell’evoluzione sociale;
5- una concezione del passato, del presente e del futuro, che cambia col tipo di società e di cultura considerati;
6- una percezione del ritmi con cui si succedono sequenze di attività, movimenti, eventi socioculturali e fisici. Tutti questi aspetti del fenomeno “tempo” variano non solo in rapporto col tipi di società globale, ma pure entro ogni tipo di collettività, quali che siano le sue dimensioni e il suo grado di organizzazione, onde si parla di una vasta “molteplicità di tempi sociali” [Gallino, 1993].

Domanda da un amico ( 1 )

“Se una persona è ignorante, non è colpa sua, ma se è anche maleducata, secondo te, è conseguenza dell’ignoranza? Oppure la maleducazione non ha niente a che fare con l’ignoranza? ”

La maleducazione ha e non ha a che fare con l’ignoranza. Soprattutto oggi. Ciascuno di noi decide se essere o non essere ignorante o colto o altro. Ignorante è, per definizione, colui che ignora, ma se uno ignora è suo compito trovare il modo di smettere di ignorare, ovvero se io non so qualcosa o non sono ferrata su un determinato argomento, sta a me preoccuparmi di reperire le informazioni che mi mancano. Se io ignoro, sta a me “acculturarmi”. Il cervello lo abbiamo tutti, ma la differenza la facciamo ciascuno di noi, in base a come lo usiamo questo benedetto cervello. Sta a me rimediare ai miei deficit e riempire i miei vuoti informativi su qualunque fronte. Se siamo o rimaniamo ignoranti, è solo colpa di ciascuno di noi. Non è il livello di istruzione o quanti soldi hai che fanno la differenza, ma TU e solo tu..basta. Non siamo giustificati nell’ignoranza, intesa come quella persistente.

 

Io posso non sapere che esiste una lingua, che si chiama “ladino”, ma nel momento che una persona lo porta a mia conoscenza o che lo leggo da qualunque parte, cerco su internet, sui libri.. non ho internet o soldi per i libri? Allora mi reco in biblioteca o chiedo a quante più persone possibili, finché non mi ritengo soddisfatto delle informazioni reperite. Dopodiché, non sarò più ignorante su quel fronte. Ora so che esiste e mi sono informato. Questo vale per tutto.

Idem più o meno per la maleducazione.

Io, quando ero alle elementari, guardavo le maestre e ambivo a parlare forbito come loro. Chiaramente ero molto piccola e non potevo ancora sapere che potevo ambire a esempi di cultura migliori della maestra elementare. Per me, però, è sempre stato molto difficile, perché ho una memoria da schifo e mi è costata minimo il doppio della fatica a imparare e a memorizzare rispetto agli altri e non ho mai raggiunto il livello che ho sempre voluto, ma non mi sono mai arresa, mi sono sempre sacrificata e faccio del mio meglio per arrivare sempre più vicino al livello che desidero.

Se mi rendo conto che non risulto appropriata, faccio del mio meglio per cambiare, per migliorarmi. Se, essendo cresciuta per tutta una vita con gli uomini e mi rendo conto che sono troppo scurrile o fuori luogo, quando mi trovo in certe situazioni, specie se in pista con gli uomini, sta a me impegnarmi sempre di più a correggere e a modificare quello che per me è un modo sbagliato. Non sempre è facile. Spesso si deve agire su abitudini e convinzioni insiste nel nostro profondo, però si possono modificare, ci si può lavorare su, basta impegnarsi sempre di più e perseverare, ma tutti questi discorsi sono validi solo se c’è la reale volontà di migliorarsi e di cambiare, come chi vuole smettere di fumare o fa la dieta. Il più delle volte lo si vuole, ma non se ne è convinti fino in fondo, perché ci sono un milione di ancoraggi a certe abitudini e tante paure per qualcosa che non conosciamo, ma, benché tutto questo sia comprensibile, ciò questo non toglie che non siamo giustificabili.

Il cervello e l’intelletto lo hanno TUTTI, nessuno escluso, ma ci sono alcuni..forse molti direi 😛 ..che scelgono volontariamente di usarlo solo in determinate situazioni, a loro discrezione; per il resto, è tutto un: ” e ma io non sono intelligente..e ma io non ho studiato..e ma io non ho la cultura che hai tu..e ma tu sei quello sveglio e intelligente”… questo perché si ha bisogno di dipendere dagli altri per sentirsi utili, necessari, per sentirsi voluti. Sentire che c’è qualcuno che si occupa di lui, quindi la persona a cui ti riferisci può esser giustificata sia per ignoranza che maleducazione solo fintanto che non se ne rende conto o non ha la consapevolezza di ciò, ma se anche solo una volta le viene fatto presente questa sua mancanza, allora non ha più giustificazioni. A quella persona sta bene così, perché se non lo fosse stato bene, avrebbe fatto qualcosa per cambiare e non l’ha fatto.

Chiaro? ;-)))