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Emozioni Esperienze Lorena Chiara

Lezioni di vita..decidere con la propria testa e ascoltare sé stessi.

Ogni singolo istante da noi vissuto può insegnarci qualcosa, sta a noi avere gli occhi aperti e le orecchie ben spalancate, ma soprattutto la volontà di captare, esser predisposti e open-minded.

Quando il 2 dicembre (2011) andai a tagliar i capelli, mi feci convincere a cambiare anche colore..risultato: stavo male!!!!! Non parlo esteticamente, ma moralmente. Ero ancora là con la testa poggiata al lavandino e il resto del mio corpo sdraiato sul lettino e mi ero di botto spenta, ero triste, demoralizzata, affranta, ero delusa e amareggiata..e non mi ero ancora vista, ero ancora in attesa del termine della prima decolorazione..già: la prima di 2, perché dopo il primo tentativo non riuscito, si passò a una seconda decolorazione e l’esito fu ugualmente uno scempio e, comunque, quando mi vidi allo specchio, ero costernata e atterrita, ammutolita…ma a me non serviva attendere di vedere il risultato allo specchio, perché avevo già sbagliato: mi ero ferita da sola, mi ero appena accoltellata da sola, mi ero tradita con le mie mani, perché? Perché NON avevo ascoltato ME STESSA. NON mi ero data ascolto, NON avevo assecondato quello che volevo io, ma quello che volevano gli altri e la colpa era la mia, non la loro. Ero palesemente “incazzata” con loro due, con gli artefici del malfatto, ma la vera artefici ero io, perché gli permisi di farmi convincere da loro. Dani non era l’artefice della mia recente trasformazione, ma capito nel momento giusto, ad hoc, come si suol dire. Capitò a fagiuolo. Calcò la mano su un processo, che già stava avvenendo in me negli ultimi tempi e il suo ruolo fu quello di spingere, di spronare, di velocizzare il percorso che già iniziai da sola, ma a lui rimproverai, con la storia del colore biondo GIALLO che non volevo farmi, l’avermi forzata a fare qualcosa che voleva LUI e non io. A Sara, la mia parrucchiera, rimproverai implicitamente di non avermi detto PRIMA che non era sicuro di ottenere il risultato previsto inizialmente. Dani e Sara si coalizzarono e io glielo permisi. Loro, però, hanno ZERO colpe e io ne ho il 100%. Il lavoro fatto da Dani, dal giorno in cui lo conobbi, consisteva nel rispondere a un mio bisogno: esser presa per mano, condotta verso scelte e passi che non ero pronta a fare da sola e che non volevo fare da sola. Avevo bisogno di qualcuno che si occupasse di me, che si prendesse cura di me, che decidesse e scegliesse per me, così che se sbagliava, avrei potuto addossargli tutte le colpe e mi sarei sentita più leggera, libera dalle responsabilità, che le scelte comportano..questi sono meccanismi che attuano praticamente tutti o comunque in molti.

Non voglio raccontare, come mio solito, minuto per minuto com’è andata; voglio solo raccontare della lezione che ho imparato..qualcosa di importante che ho imparato da un episodio e da una cosa che vien comunemente ritenuta frivola.

Mi ci vollero giorni..tanti giorni..troppi giorni..per mandar già la cosa, per metabolizzarla, per maturarla, per elaborarla, per farla mia..ma poi ce la feci..non potevo e non dovevo avercela con Sara per non aver raggiunto da subito il risultato promessomi. L’indomani mattina, quando corsi da lei, dopo aver pianto per ore per lo sfacelo, dopo aver chiamato la mia mamma per correre in mio soccorso e lo fece, dopo aver chiesto a Sara di rimediare all’obbrobrioso colore sulla mia testa, dopo che mi disse che non c’era posto e che dovevo aspettare fino a martedì, dopo che me ne andai con la coda tra le gambe, la testa china e l’umore nel wc, dopo che l’assistente di Sara venne a chiamarmi per la piazza, dicendomi che era improvvisamente saltato un appuntamento e che potevo cambiar colore subito (1-e fu così che mi feci color cioccolato per rimediare; 2- e fu così che gli eventi non fecero che ribadire quanto io sia una persona fortunata :-))) ma vi pare che potevo presentarmi a lavoro GIALLA???? :-p ), dopo che ci mettemmo all’opera per riordinare la mia testolina, Sara mi disse con molta stizza e piuttosto seccata: “la prossima volta non dirmi di fare quello che voglio”.

E aveva ragione!

Mi si aprirono improvvisamente gli occhi, che avevo voluto tenere chiusi da chissà quanto tempo, mi illuminai e mi mancava poco per gridare EUREKA! Già, perché là capì che la colpa e la responsabilità erano meramente mie e non di Sara, a cui dissi su alcune cose “fai tu”, né potevo avercela con Dani, per essersi coalizzato con Sara per convincermi a farmi GIALLA. Io avevo la facoltà e il potere di dire la mia, di dire ciò che volevo, di non permettere qualcosa che non volevo accadesse, di dire NO..e non lo feci! Rabbia, collera e frustrazione divennero sempre più intensi, ma sto così cambiando nel tempo, che sto sempre più imparando a convogliare le energie usate per sentimenti ed emozioni negativi per trasformare questi stessi in positivi e così feci, ma soprattutto ce la feci: da quel giorno decisi che dovevo decidere con la mia testa, dovevo imparare ad avere le idee chiare, a chiarirle, a renderle nitide, a fare solo quello che fa per me, a fare quello che mi sento di fare, ad ASCOLTARE ME, la mia testa, i miei pensieri, le mie emozioni, i miei sentimenti, il mio cuore..ogni giorno un pochino di più ed è per questo che sto diventando sempre più una persona migliore, sempre più coerente, sempre più felice..sempre più un casino di donna 😛 ma felice, felice e felice, anche se non ho combinato ancora nulla, ma grazie a quanto ho imparato, ho iniziato l’anno nel modo migliore, facendo qualcosa che desideravo fare, senza farmi condizionare dagli altri ed è stato il capodanno più bello della mia vita, perché ho intrapreso la relazione più importante di tutta la vita: quella con me. Se solo tutti coloro che mi circondano imparassero a fare lo stesso, ci sarebbero sempre più persone felici. Aprite i vostri occhi, le vostre orecchie e i vostri cuori e otterrete il bene più grande: la felicità.

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